DA CONTROCORCONTROCORRENTE.NAME L’INCHIESTA Cominciamo da qui per capire qualcosa  su ‘Garanzia giovani’: opportunità o paraculismo

——————————————————————
DI Laura D’Amore

Opportunità per i giovani inoccupati, paraculismo per quei privati, imprenditori o commercianti che utilizzano i ragazzi in tirocinio formativo come ‘schiavi’ a poco più di 2,50 l’ora.
Ma partiamo dal principio.
Era il 2014 sul sito della Regione Lazio troviamo un ‘capitolo’ apposito.
Cosa è Garanzia Giovani.
Garanzia Giovani é un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola ne’ all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione. Con la Garanzia Giovani la Regione Lazio investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. La Garanzia Giovani é un’opportunità che, oltre a favorire i giovani NEET nella nostra Regione, ci permette di sperimentare un nuovo sistema di servizi e di politiche attive per il lavoro.
Garanzia Giovani é un programma rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola ne’ all’università, che non lavorano e che non seguono corsi di formazione.
Con la Garanzia Giovani la Regione Lazio investe 137 milioni di euro per garantire ai giovani un percorso di formazione o di lavoro. La Garanzia Giovani é un’opportunità che, oltre a favorire i giovani NEET nella nostra Regione, ci permette di sperimentare un nuovo sistema di servizi e di politiche attive per il lavoro.
Il progetto Garanzia Giovani prevede un tirocinio della durata massima di sei mesi. Il tirocinante dovrà avere i seguenti requisiti:
• non avere superato il 30esimo anno d’età;
• avere residenza/domicilio nella Regione Lazio;
• non essere iscritto/a all’Università o corsi di formazione;
• essere inoccupato/disoccupato.
In seguito alla Determinazione Regionale del 21/03/2017, i tirocini in partenza per il 1 Aprile 2017 saranno soggetti a nuove condizioni e modalità, di seguito si riportano le specifiche:
Al tirocinante spetta una indennità di 500,00 € mensili lordi e il Soggetto Ospitante è tenuto ad anticipare mensilmente l’importo dell’indennità di tirocinio a carico della Regione Lazio.
Quindi il Soggetto Ospitante è tenuto a erogare mensilmente – e regolarmente – al tirocinante un importo di 500 € corrisposti esclusivamente mediante assegno circolare, o bonifico bancario, o bonifico domiciliato.
Il Soggetto Ospitante deve essere in regola con i versamenti contributivi (DURC) sia al momento dell’attivazione del tirocinio che al momento della richiesta di rimborso dell’anticipazione della parte di indennità di Tirocinio a carico della Regione Lazio.
Il rimborso dell’anticipazione, pari a € 300, viene erogato dalla Regione Lazio solo dietro verifica di regolare svolgimento del tirocinio e di correttezza della documentazione inviata. L’effettuazione del versamento da parte della Regione Lazio avviene a fronte di emissione da parte del Soggetto Ospitante di fattura elettronica.
(Al Soggetto Ospitante che NON ADEMPIA all’obbligo di corresponsione anche di una sola quota di compartecipazione dell’indennità mensile di tirocinio al giovane, è COMMINATA UNA SANZIONE AMMINISTRATIVA variabile da un minimo di 1000,00€ ad un massimo di 6000,00€)
l tirocinante può svolgere un massimo di 35 ore settimanali; un minimo di 98 ore al mese e un massimo di 140 ore massime al mese.
I Tirocini verranno attivati ogni 1° del mese. Al termine del Tirocinio non si ha nessun vincolo contrattuale con il ragazzo e qualora si decidesse la sua assunzione avrà diritto a bonus occupazionali.

Bene. Lo diceva il regolamento del nuovo ‘insieme di provvedimenti legislativi promossi a livello europeo a partire dall’aprile del 2013 per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro’. Il regolamento indica proprio le ore di ‘lavoro’ o meglio tirocinio formativo, fissando un minimo di ore per rientrare nel rimborso ed un massimo di ore per non eccedere.
Eccolo dunque il punto su cui dovremmo tutti focalizzare la nostra attenzione, in primis dovrebbero farlo i ragazzi che presi per il collo accettano quel lavoro sperando che poi dopo il secondo rinnovo quel contratto farlocco si traduca in qualcosa di più stabile. E purtroppo quasi sempre non avviene. Ma soprattutto a controllare dovrebbe essere la Regione che partita con buoni propositi poi ha però omesso di rimanere in campo e verificare.
Qui nel nostro territorio come a Roma e come nel resto del nostro Bel Paese fatta la legge trovato l’inganno. Ci sono ragazzini – per lo più sono ragazzi tra i 17 e i 25 anni – che lavorano 7, 8 ma anche 10 ore al giorno per cosa? 500 euro al mese, buona parte delle quali arrivano ad imprenditori e/o commercianti dalla Regione Lazio. E non doveva andare così. No.
“Dicono che il mio è un tirocinio formativo: ma lavoro dalla mattina alla sera, non ho tempo per fare altro. Lavoro 8 ore al giorno, sto in ufficio dalle 9 alle 17, vengo pagata 500 euro al mese. Il pagamento però arriva ogni due mesi. A me sembra un lavoro vero”. E’ lo sfogo di una ragazza (la chiamo Laura) ma è lo stesso di Francesco, Pietro, marzia… centinaia di ragazzi sfruttati sottopagati più o meno 2,50 euro l’ora… se va bene sei giorni su sette. E c’è chi fa anche il pendolare per raggiungere quel prezioso posto di lavoro. Negozio, bar, ristorante, pizzeria, ufficio… Non c’è differenza, non c’è un concreto piano di formazione per garantire un futuro a quei giovanissimi. Ci sono delle eccezioni, è vero, ma troppo poche per non guardare all’assurdità della situazione. E’ vergognoso.
E chi dovrebbe vigilare dove è? Chi dovrebbe garantire trasparenza, linearità e aderenza dei percorsi formativi destinati ai giovani, è distratto.
E lo è in maniera più o meno consapevole.
E’ evidente, lo è per i ragazzi che come possono si sfogano e lo è per le famiglie che però in mancanza d’altro non possono e non vogliono dire nulla. E’ evidente e non più un sospetto che ci siano soggetti che considerano il”Piano straordinario per la lotta alla disoccupazione giovanile” una straordinaria e interessante occasione per avere manodopera a costo zero. Senza rèmore, senza scrupoli calpestando dignità e speranze. E vorremmo davvero che i nostri giovani recuperino fiducia nella politica? E come?!

IL COTROLLO ERA PREVISTO MA
SI E’ VISTO POCO….ANZI POCHISSIMO

La Regione si limita a stilare rapporti e classifiche ed ecco che lo scorso agosto 2016 esce il rapporto consolante: “Secondo gli ultimi dati del monitoraggio mensile sono 67.436 al 1° agosto i giovani presi in carico dai servizi per i lavori pubblici e privati nell’ambito del programma Garanzia Giovani Lazio”. E già.
Ma le criticità ci sono, e lèdono ogni diritto
Essendo il rapporto di lavoro tra tirocinante, e azienda ospitante regolato dal contratto di tirocinio, l’azienda ha la possibilità, così come il tirocinante di interrompere anticipatamente il tirocinio, in qualsiasi momento e senza alcun preavviso, con effetto immediato. Allo stagista, quindi, non si applica nessun contratto nazionale, sia per la parte normativa (malattia, ferie, maternità ecc.) che retributiva (salario minimo mensile).
Il tirocinante non ha diritto contributi previdenziali, ferie retribuite, maternità, congedi, indennità di malattia, scatti di anzianità, non è previsto nessun preavviso (o indennità di mancato preavviso) in caso di licenziamento o dimissioni. Il periodo di tirocinio non figura nemmeno ai fini dei contributi previdenziali figurativi (anni per la pensione, senza reale versamento di denaro all’INPS).
Tuttavia, nel caso in cui un tirocinio formativo mascheri in realtà un rapporto di lavoro subordinato, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha chiarito, con la circolare n. 24 del 12 settembre 2011, che: “il personale ispettivo dovrà procedere con la riqualificazione del rapporto come di natura subordinata, con la relativa applicazione delle sanzioni amministrative applicabili in tale ipotesi (come ad esempio in tema di Libro unico del lavoro, prospetto paga e dichiarazione di assunzione), disponendo il recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi omessi”.
Bene e allora che vengano gli ispettori cominciando magari proprio dai lavori stagionali ben celati dietro le vesti di quella Garanzia Giovani di cui tanto e troppo ci si è riempiti la bocca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.