ANZIO-NETTUNO DUE PAESI IN ATTESA DI GIUDIZIO

Due paesi in attesa di giudizio. Un peso giudiziario che incombe su Anzio che forse non ha ancora terminato la fase investigativa. Un settore quello dell’Ambiente, devastato dal sospetto di una mala gestione che ha coinvolto buona parte dell’intero apparato comunale a cui la giunta De Angelis deve dare risposte che devono necessariamente andare contro gli alleati di oggi, ma anche di ieri.

Difficile non restarne coinvolti.

Difficile poter restare in equilibrio.

Ed e’ sempre l’Ambiente protagonista a Nettuno, dove cambia “l’oggetto sociale” dell’interesse.

Qui è il cimitero nel mirino di un’indagine complessa anzi volutamente resa complessa.

Nel caso Nettuno la gestione commissariale, che si è’ insediata da poco tempo, non consente il controllo “politico” sulla continuità di atti dettati, tra l’altro , da una situazione di emergenza.

Troppe sono le incombenze da dover affrontare per il commissario alcune sempre nel mirino degli investigatori. Vedi Poseidon.

I dipendenti comunali chiamati più volte dagli investigatori a rispondere in materia, avrebbero collaborato anche nei dettagli proprio per la complessità dei fatti ,almeno questo è quel che racconta il chiacchiericcio, perché l’oggetto dei desideri è in primo luogo il terreno dove doveva o dovrà sorgere il nuovo cimitero, eppoi il “progetto finanza” per evitare la gara europea.

E qui il cosiddetto popolino si diverte ad individuare le proprietà dei terreni per progettare il nuovo cimitero, ma sono terreni fantasma su cui i responsabili comunali chiamati a redigere il piano d’intervento, vanno in crisi .

Un business che a peso vale oltre 20 milioni di euro.

Evitiamo di entrare nei dettagli, che sono tecnici e difficili da capire, ma far passare l’idea che si litiga per quattro stupidaggini e per quello cade una giunta, può essere argomento utile ad appassionare i tifosi della curva sud.

Però prima di entrare nel merito delle problematiche investigative dei due paesi,non possiamo ignorare quel che si muove e si agita dietro la stampa locale, dietro i giornalisti locali che giocano un ruolo determinante per Nettuno e per Anzio.

Qualcuno in modo diretto ed evidente, altri registi occulti o presunti tali, che si affollano, chi alla corte del nuovo re di Anzio, chi predicatore degli ex guastatori.

Non esce una sola riga sulla vicenda del cimitero.

Non si appassiona la stampa locale all’inchiesta che coinvolge l’Ambiente ad Anzio, fatti salvi i fatti di cronaca .

Eppure i fatti successivi alle due inchieste di Anzio e Latina, sono noti.

E’ noto che la Guardia di Finanza ha acquisito gli atti riguardanti la vicenda dell’ingegnere con la laurea breve, la richiesta di risarcimento della Corte dei Conti.

E’ noto che ci sono altre aziende del settore che sarebbero state agevolate.

Atti che la GF ha acquisito dopo gli arresti.

E’ noto che, nonostante tutto, ci sia una spinta forte perché quell’ingegnere senza titoli per assurgere a ruoli dirigenziali, ancor meno di presidente di Commissione aggiudicatrice di gare, torni a quel posto.

E noto che il Comune di Anzio non osi prendere provvedimenti,  atteso che qualcuno ha occupato un posto abusivamente ed abusivamente ha fatto il presidente di commissione di gare milionarie in ambito della raccolta dei rifiuti.

E’ altresì noto che è in corso una forte azione giudiziaria per dare il benservito a Camassa, che viene graziata dall’interdittiva, ma il Comune di Anzio porta l’azienda in giudizio per via di una possibile situazione pre-fallimentare che sarebbe in corso presso il  tribunale di Bari.

Ed è altrettanto nota la differenza di posizioni politiche tra Luciano Bruschini e Candido De Angelis in materia.

Bruschini frena l’azione di contrasto a Camassa, De Angelis li caccia a modo suo quando tentano di rapportarsi con il neo eletto.

Morale della favola si vuole andare a gara.

E qui si prefigura uno scenario incerto, difficile da comprendere, quando De Angelis all’Ambiente ci mette quello che sarà il vice sindaco, l’uomo più forte della sua giunta, mentre c’è chi preme per rimettere Dell’Accio a quel posto e toglierlo alla Santaniello che pur ha intrapreso la guerra a Camassa.

Il “vizio” di Controcorrente di raccontarli questi accadimenti, trova ostilità a 360 gradi, perché per noi è materia, appassionante di inchiesta giornalistica , per tutto il resto del cosiddetto cucuzzaro, è fastidio ed intralcia possibili intese  di  “programma” sia in ambito pubblico che in ambito privato, in un privato dove spesso prevale il patto di non belligeranza nelle spartizioni degli appalti.

Ecco perché si fa stonata la musica che s’intona quando ci si accusa di “prendercela con tutti.”

Ma tutti se ne accorgono solo ora?

Far salvo il diritto dovere di cronaca, di opinione, informare innanzi tutto,  era, è e sarà la nostra bandiera, pur in situazioni ambientali ostili e senza fare gli eroi, vero che il nostro lavoro è simile al lavoro di tutti i giornali “normali” oltre le periferie.

Noi facciamo un giornale “normale” che non raccoglie le veline ma ci mette del suo.

Fuori dal protagonismo,  raccontarlo non è una vanteria, ma solo mettere al corrente l’opinione pubblica quando l’informazione, certa informazione, è parte attiva del teatrino.

Un teatrino che volenti o nolenti coinvolgerà l’imminente campagna elettorale di Nettuno che non è estranea all’azione di governo che intraprenderà Anzio nelle logiche dei grandi appalti.

Raccontiamo spaccati di amministrazione del bene comune, perché quello è bene comune, che farebbero accapponare la pelle a qualsivoglia organo di controllo, eppure il permessivismo  esagerato, palese, ha le sue regole di apparato.

Come puoi dichiarare chiuso il capitolo Casto, se Casto ha ancora i suoi più stretti collaboratori al controllo strategico della Poseidon in un contesto dove non c’hai da scavare tanto per capire che c’è  conflittualità con i vertici del Marina.

Perché al controllo della Poseidon proprio loro?

Una circostanza che regge in ogni forma di governo.

Se a capo della Poseidon c’è Cosenza in abbinata con Aquino, se entrambi sono nel collegio dei revisori dei conti del Marina SPA, se il Marina  ha in corso contenziosi di una certa gravità con il Comune, il matto, scusate, non sono io.

Quindi il sospetto c’è che l’ex assessore alle Finanze, oggi plenipotenziario in Poseidon debba avere il controllo di quella Partecipata che ha collezionato buchi e non solo.

Sconcertante la vicenda del portierato, dei dipendenti pagati a 16 euro l’ora ed un contratto con il Comune che assegna un costo di 13 euro.

Perché Poseidon doveva perdere quattrini?

Solo per fare di Casto l’eroe popolare che risparmia quando doveva servirsi della Poseidon per e mette nei guai seri l’amministratore della Partecipata?

Quello è un fatto di una gravità inaudita che viola le regole del codice civile e penale della società a responsabilità limitata

E cosa c’è di poco chiaro dietro l’assunzione di falsi DEC quelli che dovevano controllare l’appalto del Cimitero della Poseidon, dove si ricorre alla querela temeraria per intimorirci.

Ed è altrettanto sospetta l’azione repentina di ricorrere ad un appalto provvisorio, sempre d’urgenza, sempre sotto la famosa soglia di 40 mila euro che sembra lo sport preferito di Saieva, togliere il lavoro del cimitero alla Poseidon e pagarlo andando a tagliare la spesa della Partecipata.

Che senso ha?

Qual è la strategia e chi è lo stratega?

E sulla stampa locale, quasi fossimo in epoca di regime, gli ex assessori si incensando decantando gesta di una ripresa del paese grazie alla loro opera.

Quale ripresa?

Quali opere?

Ed il popolo, che è per tradizione ignorante, ci crede, crede ai titoli di quei giornali che forse fanno ancora più danni dei loro compari.

Se tutto questo è non solo, corrispondesse a verità, perché l’intero apparato pubblico contesta una corretta informazione e non vuole cercare rimedi per interrompere tali circostanze inquietanti?

Perché d’improvviso sono tutti impegnati nel raccomandarci che sarebbe necessario cambiare strategia?

Ma che vuol dire?

Poi quando fai questo mestiere devi cercare di capire, devi tornare alle elezioni del 2016 a Nettuno quando da Latina si affacciavano per la prima volta esponenti della Lega o legati a figure di spicco dei salviniani pontini,finiti nell’inchiesta che porto agli arresti di Anzio.

Sì, è inutile che giriamo intorno perché gli arresti a Latina riguardano pure questa zona. Non hanno arrestato nessuno e non  ci stanno indagati delle nostre parti, ma riemerge un nome presente nei mesi scorsi sulle cronache politiche.

È quello del responsabile regionale della Lega.

Il leghista di Terracina, quello venuto a dettare legge in Noi con Salvini ad Anzio e Nettuno, l’amico dell’imprenditore della munnezza Del Prete di Cisterna…..

Il discorso si fa serio e vi spiego. Zicchieri – che intanto è diventato deputato nel collegio di Frosinone – sta nelle carte dei 25 arresti a Latina. Quelli per il clan Di Silvio.

Che c’entra?

Nel 2016 è candidato a Terracina e per le affissioni dei manifesti si affida a uno che la sa lunga quando si tratta di estorsioni e riciclaggio.

Un certo Agostino Riccardo che viene trovato dalla Polizia con i manifesti di Zicchieri, dell’ex consigliere regionale Cetrone  (sempre di Latina) e di altri.

E vabbè che c’entra?

Lo ha spiegato il magistrato Prestipino dicendo che ci stanno “indici importanti della mafiosità del gruppo, capace di stringere rapporti con la politica“.

Pure con un certo Tripodi che nel 2016 era candidato a Latina e metteva insieme tessere elettorali in cambio di 30 euro ed ora  è consigliere regionale della Lega.

Lo dicono le indagini ma lui non è accusato di niente, come Zicchieri che però ci interessa di più.

Perché aveva rapporti con Del Prete, quello che è finito arrestato nell’indagine su Patrizio Placidi. Quello che voleva “ammazzare”.proprio Placidi  (politicamente) puntando su Alessandroni e Capolei.

Sono carte processuali, non ci inventiamo nulla,né i protagonisti locali potevano sapere. Non potevano sapere quel  che accadeva a Latina, ma sapevano quel che accadeva ad Anzio.

Non siamo tra quelli che alzano fumo e che fanno i convegni a tema, ma certamente talune circostanze legate alle inchieste che sono in corso,come dice il magistrato, sono indicativi se non c’è almeno “una pausa” di discontinuità, magari per capire come va a finire, pur nell’ottica garantista a cui crediamo più dei predicatori di messe opportunistiche.

Ed è indicativo se la scorsa settimana le urla del Commissario Strati si sentivano per l’intero palazzo comunale. A raccontarcelo qualcuno che per caso passava per i corridoi mentre era in corso una riunione di tutti i dirigenti. Strati l’ho conosciuto, è persona a modo e se gli saltano i nervi evidentemente ha iniziato a comprendere che la questione è seria, più seria di quel che si possa immaginare.

 

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