ALL’ASTURA C’E’ UN PATTO PER NETTUNO

RIngranziamo  Antono Simeoni per le belle parole nei nostri confronti. E vero, ci vuole o ci voleva coraggio ad affrontare una giunta che ha governato con un  metodo di polizia.

E ringraziamo Cancelli per la stessa motivazione. Ci vuole anche coraggio a dirlo pubblicamente, convinti come siamo che qualche rischio ancora c’è.

Oggi all’Astura è stato presentato il Patto per Nettuno, che non è il solito zuppone  all’interno dei cinismo pre elettorale, ma qualcosa di “vecchio” politicamente che, scusate la franchezza, mi rassicura rispetto al nuovo.

L’introduzione di Gianni Cancelli che rimanda a settembre per ulteriore ragguagli programmatici, racconta che  la partenza è un “MANIFESTO” che deve sancire l’orgoglio nettunese: “il riscatto” di un paese sciolto per mafia per volontà di un certo Gianfranco Fini che sacrificò Nettuno per salvare Storace dalla famosa vicenda Oikos, una casa per disabili di un noto pregiudicato finanziata ed inaugurata dall’allora presidente della Regione Storace.

Eravamo nel 2005 .

Tante, tantissime furono le interrogazioni parlamentari che chiedevano un intervento di Stato. Fu Gianfranco Fini a voler chiudere la partita, prima chiedendo  allora sindaco Marzoli di dimettersi, pur se la giunta non avesse  nulla che fare con l’iniziativa regionale.

Da quel momento ricorda Cancelli, Nettuno fu marchiata a fuoco. Le attività produttive  subirono i primi contraccolpi.

Quello scioglimento non portò a nessun provvedimento .

Accorato l’appello di Antonio Simeoni perché questo Patto per Nettuno restituisca dignità al paese.

Uno dei principali attivisti del movimento o cofondatore  è Gianfranco Rabbini che ha relazionato in merito agli obiettivi del movimento.

Al tavolo,moderava Gigi Noro ,mentre in prima fila e certamente parte dell’iniziativa, Alberto De Carolis.

Mafia ed antimafia.

L’argomento è d’attualità. Solo il giorno prima nella sala del consiglio comunale, organizzato dall’Università Civica andava in onda un dibattito sul tema. Presenti i responsabili delle locali forze dell’ordine, un magistrato dell’antimafia, il  Commissario Prefettizio Strati ed il consigliere comunale di Anzio Gianluca Mazzi.

Abbiamo una nostra opinione  in materia, siamo fortemente convinti della presenza malavitosa sul territorio, così come siamo convinti che le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere fino in fondo. Le operazioni della Guardia di Finanza sono state tantissime in questi anni. Un impegno costante . La Polizia di Stato ha portato a termine con successo l’inchiesta di Anzio Malasuerte , coordinati dalla Procura di Velletri.

Siamo convinti che la malavita organizzata abbia radici in ogni piccolo e grande centro d’Italia,così come siamo convinti che a Nettuno, per restare in tema,non c’è mai stata nessuna infiltrazione  con le pubbliche amministrazioni che si sono susseguite.

Ma non confondiamo il lavoro attento e puntuale della Procura,delle Forze dell’Ordine,con l’antimafia parolaia. Che non sia quella una ragione  politica strumentale. E’ giusto parlarne,ma  la politica resti fuori dall’antimafia.

Ed è giusto che qualcuno abbia il coraggio di partire da quel lontano 2005.

Io ci sto.

 

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