NETTUNO IL DIRITTO PUBBLICO CALPESTATO PER UN INTERESSE PRIVATO

 

Poi tutto dipende dalle sensibilita’ perche’ reputo intollerabile che di fronte alla morte, si scateni un contenzioso dove un privato debba o possa vantare delle pretese.
Ti consento di seppellire i morti se troviamo un accordo.
Ed il contesto in cui tutto questo accade e’ inverosimile fino al punto da chiederti: il sindaco da che parte stava? Te lo chiedi quando nomina una responsabile cimiteriale esterna, una avvocatessa di Sezze che, sia pure indirettamente ed alla lontana potrebbe essere una sua parente. 2500 euro al mese di denaro pubblico. Ed il conflitto si pone quando l’avvocatessa alle questioni cimitetiali e’ anche il legale di chi non permette al Comune di accedere ai 120 loculi e portarli via. E resti basito quando un dirigente poco deciso e sbattutto come un polipo nel girotondo della mobilita’, quasi settimanale, apre un contenzioso legale che non ha senso, che apre alle ragioni di un dirito e di una pretesa illecita. Non puoi barattare il diritto pubblico della tumulazione con una contropartita. E’ un ricatto all’ente pubblico che per la sua natura tutela gli interessi della comunita’. Se poi il legale nominato del Comune nel contesioso aperto, sbaglia la procedura, allora il dubbio aumenta e va a finire che quel diritto pubblico deve pagare un prezzo per essere esericitato. Aver imbrigliato questa storia in un contenzioso e’ un nuovo imbroglio. Il Conune non deve dimostrare a nessuno la proprieta’ di mmatriali da sepoltura. Deve denunciare chi ostacola il pubblico esercizio ed emettere una dura ordinanza di accesso forzoso per il recupero dei loculi, che fa temere un prossimo imminente allarme sanitario.
Dobbiamo chiedere ai consiglieri di opposizione di fare ancora uno sforzo e sporgere nuova denuncia.

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