A FUOCO L’AUTO DELLA PICARIELLO DIRIGENTE DEL COMMISSARIATO DI ANZIO

 

Prima ancora di creare allarmismi, attendiamo che la perizia chiarisca la natura dell’incendio. Lo diciamo a beneficio di cittadine che sono già al centro di vicende amministrative difficili ed in Municipi in cui si è in piena campagna elettorale.
Naturalmente ci auguriamo che si tratti di un corto circuito, di autocombustione e che il pregevole lavoro delle dirigente si svolga in un clima di tranquillità. Non so francamente quante auto tra Anzio e Nettuno vanno a fuoco per corto circuito. Andò a fuoco anche la mia auto mentre eravamo impegnati in importanti dossier giornalistici. Poi la perizia del tribunale scrisse che si era trattato di autocombustione, probabilmente dovuto a quell’aggeggio che si piazza sul cruscotto per non fare la fila in autostrada.
L’autocombustione di quell’apparecchio era dovuto ad una partita difettosa. In ogni caso sono strumenti soggetti ad autocombustione. Va da se che c’è da stare con le antenne dritte, perchè l’ambientino è particolare e naturalmente invochiamo che la perizia sia celere. Prima dell’esito forse è necessario evitare commenti e strumentalizzazioni inoppoturne, anche perchè negli stessi ambienti di Polizia, attendono di saperne di più.
AGGIORNAMENTI SULL’INCENDIO DELL’AUTO DELLA DIRIGENTE DI POLIZIA
Si è ottimisti, l’incendio potrebbe essere dovuto ad auto combustione, ma al momento non si può neppure escludere l’atto doloso..
Dagli ambienti di Polizia il messaggio è chiaro: “potrebbe trattarsi di autocombustione, se lo fosse, non ci facciamo intimidire”, anche perché la dirigente di Anzio, dottoressa Picariello ha una lunga esperienza fatta proprio nelle zone più calde.
Le precauzioni nel diffondere notizie attendibili, ma soprattutto indagare nei minimi dettagli,sono atti dovuti.
E’ necessario fugare ogni dubbio atteso che il Commissariato di Anzio è particolarmente attivo nell’attività di controllo in ambito delle pubbliche amministrazioni.
L’esperienza maturata in questi anni dalla dirigente, ci porta a fare altre considerazioni ergo,speranzosi che tutto si risolva in una bolla di sapone ovvero l’impianto elettrico della Smart ha fatto capricci, non lo fosse, quella dirigente sa bene come e dove mettere le mani.
Quello che possiamo aggiungere è la scrupolosità con cui si è setacciata la zona, nei minimi particolari ed ogni traccia è stata accuratamente ispezionata.
L’esito delle indagini avrà tempi brevissimi.

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