MARCO D’AMBRA PUNITO..VA AL COMMERCIO  E’ IL SINDACATO A RIVELARE L’IMPICCIO NELLA CASERMA. (stavano preparando le grandi manovre per il grande progetto del nuovo cimitero)

 

Si fanno avanti anche i sindacati. Raccontano una storia, una delle tante dell’ex governo pentastellato.
In area tecnica, arriva Leto, come se non bastassero, Bernicchia,Capomaggi, D’Ambra eppoi D’Aprano,tutti o quasi colonnelli facenti funzioni.
Solo all’Ambiente non c’erano ancora i colonnelli facenti funzioni non c’erano. Fu così che il segretario, generale, sentito il capo di Stato maggiore avviò l’iter per un Apo all’Ambiente.
Non è un produttore di miele umano,ma una specie di dirigente facente funzioni.
Con l’avvento grillino, Internamente i dipendenti comunicano attraverso Number One, una specie di posta libera, per chi voleva segnalare qualcosa.
Leto infatti ne fa uso ed un bel giorno manda un messaggio: Sono candidabile a concorrere per APO?
Il fortunato partecipante,quello che era ritenuto più utile alla causa, doveva essere sottoposto ad un esame dove a decidere sarebbe stato il noto Saieva.
SI presentano quattro concorrenti, tra cui due impiegati di gruppo “C” quindi non candidabili , Marco D’ambra categoria “D”, quella richiesta e Leto.
I requisiti dettati dalla Moscarella con un regolamento,erano innanzi tutto l’anzianità di un anno in categoria “D”, o due anni presso altri comuni in quella categoria, non aver riportato procedimenti disciplinari.
Sembrava un bando fatto a misura per D’Ambra, perché i due di categoria “C” erano da escludere, Leto non aveva i requisiti di un anno in categoria “D” presso il Comune di Nettuno.
Ma niente era impossibile per i grillini ed allora Saieva modifica il regolamento della Moscarella e alla voce requisiti, si aggiunge una sola parolina, “alternativamente”.
Ovvero sarebbe bastato avere uno di quei requisiti dettati dalla ex commissaria e non tutti. Quindi anche non aver riportato provvedimenti disciplinari,diveniva un requisito.
Insomma questo consente a Leto non solo di partecipare, ma anche di essere il prescelto dopo il colloquio prova con Saieva.
Marco D’Ambra e d un sindacalista, intervengono su Number One e riportano i fatti.
Il sospetto di una manipolazione concorsuale, di facciata, reso pubblico sia pure all’interno del Palazzo, non andò giu’ al Segretario , generale, che aprì un procedimento disciplinare in danno di Marco D’Ambra.
Non solo. Mise in atto la procedura che prevedeva la mobilità interna di sette dipendenti.
D’Ambra finisce all’Ufficio Commercio.
Che fai lo lasci lì mentre gli APO producono il miele? Lo lasci lì quando erano in atto le grandi manovre sul nuovo cimitero, sull’identificazione del terreno. Già il terreno. A sollevare il polverone fu Bernicchia, il quale si rifiutò di avviare ogni procedura relativo al deliberato del consiglio comunale. Come fate, disse Bernicchia , ad elaborare un nuovo progetto senza individuare il terreno? Oppure il terreno era già stato individuato? Può essere che i Tomei dovevano essere fatti fuori da quelle proprietà adiacenti il Cimitero? Gran lavoro per chi dirige i servizi cimiteriali, l’avvocatessa di Sezze.
Hai visto mai che non si poteva ancora indicare il terreno per via dei processi in corso sulla proprietà? Si, sull’usucapione
Marco D’ambra non è ben visto dal potere militare.,quello che stava preparando le grandi manovre,
Eppoi è lo stesso tecnico che qualche anno fa bocciò l’ampliamento dell’impianto della Esso in località cimiteriale quello dei Fiori e fu quel tecnico comunale che, a richiesta della Moscarella, scrisse la relazione sulla scandalosa lottizzazione Fiori. D’ Ambra fece emergere dalla relazione, non solo il macro abusivismo ma il mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione, mai versati dopo oltre un ventennio, colpo duro: circa 200 mila euro da pagare, comprensivo di interessi.
E che fosse un’azione diretta a sbarazzarsi di D’Ambra, emerge poi dal particolare che la mobilità riguardava circa sette dipendenti…per gli altri nessun provvedimento.

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