NETTUNO RIDOTTI IN SCHIAVITU’ 

L’asservimento, l’usucapione, il riscatto, il feudo.
Quello che e’ accaduto in questi due anni a Nettuno e’ atipico, anzi non e’ stato normale.
Mi ribello, nella mia individualita’ e quasi mi sento violentato nel senso nobile di una appartenenza idelogica alla liberta’ , che nel concetto politico diviene democrazia. L’abilita’ con cui un uomo sia riuscito a trasformare quelle liberta’, quella democrazia in autarchia che implode non per ribellione popolare o per merito istituzionale, ma per averci inflitto anche l’umiliazione di aver deciso lui la fine di quel sistema, e’ intollerante.
Dimenticare o ignorare che tre o quattro persone avevano creato un’egemonia oppressiva, e’ un comodo rifugio, perche’ l’oblio ti assolve.
E’ al confine della realta’ la vicenda dell’Ipi, perche’ Comune e Prefettura sono riusciti a far passare per normale procedura l’abuso che un signore decaduto dal suo incarico istitizionaale, possa aver avuto il potere di restare al suo posto a gestire un appalto cessato.
Ed in quella posizione di abusivo, sia riuscito a mettere in piedi ricorsi giudiziari, vincerli, far pagare alla comunita’ spese e disagi, lasciare un milione di debiti, dopo averne sperperato 5 di milioni in clientele e spese inutili.
Eppoi la complicita’ di un Comune che trattiene indebitamente 800 mila euro in un contesto in cui, gli stessi, invocano la giustizia contro la mafia, si armano interdittive e ti confondono perche’ perdi il controllo delle convizioni democratiche, quando non sai chi e’ il nemico, cos’e’ la legge, cos’e’ la giustizia.
L’antefatto che creava la condizione, era palesemente sospetto, perche’ quella contesa e’ stata cercata, voluta per portare a termine un disegno amministrativo ben studiato dai tre o quattro padroni del castello.
Ma ogni cosa e’ stata sviluppata nella stessa identica condizione di permessivismo illegale, che non poteva non avere complici.
La gestione della buca di piazzale berlinguer non e’ diversa, la vicenda del cimitero e’ simile, i loculi in ostaggio sono il marchio autartico imposto, la gara dei pali e degli stendardi che diventano impanti pubblicitari fissi. Si viola la legge e riparano ritirando la gara, addossando alla comunita’ spese di contenziosi ed uteriori disagi.Come nella migliore cultura medievale del far giustizia .
Poi la traformazione della Poseidon in un municipio ombra, per sfuggire al controllo della spesa pubblica…e la prefettura, si la prefettura, che dopo un anno scrive una nota dove dichiara decaduto il commissario Moriconi come se in questo anno non avesse saputo che quel commussario era operativo.
E’ il feudo, e’ un paese fuori dalla storia d’Italia, e’ il paese dell’usucapione, dell’asservimento, del riscatto dalla schiavitu’ , quando arriva il vice questore al Palazzo padronale

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