Signor Prefetto, ci provi lei

Ecco, signor Prefetto, ci  provi lei. Si faccia spiegare che vogliono i consiglieri comunali di Nettuno. Noi, cittadini di Nettuno, non riusciamo a capirlo, pur con tutta la buona volontà.

Ci si spieghi la ragione per cui vanno in consiglio comunale  e dichiarano la loro fedeltà incondizionata al sindaco Casto  Cosa peraltro davvero anomala.

Passa solo qualche giorno e gli stessi scrivono lettere di fuoco contro il sindaco ed i suoi metodi.

Quelli che avevano obbligato con un fine ricatto a mezzo lettera secretata la dismissione di  una intera giunta, incassato il ricatto e si scagliano contro i restanti quattro che prima erano con il sindaco eppoi anche loro, forse visti i risultati, affidano non alla stampa, ma ad un particolare giornale filo Mancini-Arancio,altre lettere di fuoco.

Mettono sotto accusa anche i dieci e tra i dieci ed i quattro, come in uno scacchiere, c’è chi passa dai quattro ai dieci e viceversa.

Ma signor Prefetto, se lei per caso li portasse tutti in consiglio comunale, con altrettanta faccia tosta griderebbero la loro fiducia al miglior sindaco d’Italia.

Allora questo giochetto dove porta?

E questo sindaco è esposto ai ricatti dei gruppetti consiliari nella lotta sui giornali?

Non solo.

C’è la fila in Commissariato ad Anzio di consiglieri anche di maggioranza che denunciano, non si da bene cosa e come i Baci Perugina, uno tira l’altro.

Però in consiglio comunale sono tutti meravigliosamente coesi.

Delle due l’una.

O sono pazzi, oppure quelle sono pressioni e condizionamenti su cui bisognerebbe capire qualcosa di più e francamente la farsa ha stancato la città che guarda con una certa preoccupazioni ad eventi poco comprensibili o almeno comprensibili solo a loro.

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