NETTUNO CONSIGLIERI COMUNALI IN COMMISSARIATO

Una cosa è certa: sono politici  esperti in menzogne.

Quello che sta accadendo a Nettuno è incredibile e fuori da ogni logica, da ogni storia amministrativa. Cose mai viste.

Sentirli in consiglio comunale,sembrano  uniti fino al martirio, ma tutti o quasi  tramano dietro le quinte.

Non so bene chi  sia la consigliera che, alludendo alla stampa, ci ha definiti pettegoli da Novella 2000.  forse la Bonamano.

Difficile perfino individuarli per quanto sono e restano anonimi per sottomissione. Ma gli oppressi, quasi sempre puntano a divenire uomini liberi ed ecco le ragioni della guerriglia interna.

Ecco perché il Commissariato di Polizia è diventato il luogo del riscatto.

Ecco perché si racconta di sfilate di consiglieri di maggioranza, mentre quelli di opposizione ne approfittano e ci mettono il carico da novanta.

Eppoi ci sono gli affezionati manciniani che raccontano le gesta  “segrete” che si consumano nelle camere di compensazione dei carbonari ed i manciniani trovano rifugio nel giornale di riferimento del duo Mancini-Arancio per contrastare quello di famiglia e “sputtanano” (è il caso di dirlo) l’intimità politica del dissenso.

Eppoi  le notizie, i racconti passano di bocca in bocca e nel consueto tragicomico  dire del  “ti devo svelare  un segreto  ma non la raccontare a nessuno “, c’è chi svela di aver messo sotto accusa non si sa bene chi, come ad esempio il consigliere Montani, anche lui andato in Commissariato a  dar conto delle “pressioni esterne” pericolose ricevute a seguito della telenovela dei dieci contro i cinque.

E  quella la stampa che sarebbe pettegola, ci informa  che anche Monti avrebbe subite pressioni dal sindaco.

E’ andato anche lui in Commissariato?

E lo racconta il consigliere Lucci ,anche lui cantante improvvisato.

Ma in questo caso c’ha messo la zampino Graziani, quello che monta i palchi che viene  in redazione a raccontarci la storia dei 45 mila euro da incassare,  del palco di Grillo e non solo. Storia peraltro già documentata da Controcorrente.

Ci racconta dei quattrini che sarebbero stati consegnati al marito della consigliera Ricci, patron della DInamik srl,Gianni Iannozzi e mai ricevuti,racconta di pec partite dal Comune per ordinare quei palchi e se la prende con Lucci. Chissà con chi se la sarò presa Lucci.

E ci va Carlo Eufemi che consegna documenti scottanti sulla Poseidon.

Ci va Cesarini,  va a raccontare la sua versione dei fatti.

E si scoprono lettere inviate in Comune dove tutti sapevano che si operava in un ambito di presunta illegittimità al fine di trasformare la Poseidon in un bancomat a disposizione della giunta.

Si scopre che il sindaco era perfettamente al corrente dei fatti e ad informarlo lo fa addirittura il suo ex assessore alle finanze Aquino, quello che scappa dalla porta ed entra dalla finestra e si ficca in Poseidon insieme al collega revisore dei Conti al Marina di Nettuno, Cosenza nominato al posto di Cesarini

E ci va Claudio Dell’Uomo insieme a Carlo Eufemi e denunciano le intimidazioni subite dal neo candidato assessore Stefano Cataldo. Denuncia che presuppone altre sfilate, altri racconti.

Ma di grazia, a che gioco stanno giocando?

Qual è il premio finale di tutti questi eroi che tramano, brigano, si fanno la guerra alle spalle eppoi scodinzolano in consiglio comunale dichiarando la loro fedeltà  a Cesare e Cesare viene in consiglio comunale, ci racconta delle sue idi, addita in pubblico il Bruto ed al contrario  ribalta la storia: la coltellata la riceve Bruto per lesa maestà.

E Cesare ci dice: se un solo consigliere comunale mi sfiducia, forse al bar,me ne vado.

Ma sindaco questi non la stanno sfiduciano al bar lo fanno in Commissariato.

Ha sbagliato giornale, signora consigliera: non è Novella 2000, ma Cronaca Vera e gli scrittori non raccontano pettegolezzi, ma la cronaca di un disastro politico amministrativo, senza precedenti, oserei dire vergognoso.

La manifesta incapacità che dovrebbe essere causa di scioglimento del consiglio è un dato di fatto, perché poi ci sono atti amministrativi di ben altra portata, vero che Mancini ancora ci deve raccontare la storia dell’IPI, dei rifiuti, del Cimitero.

Ci deve dire cosa vuol dire quando scrive che l’avrebbero messo alla porta perché  scopre gli scandali. E non è un pettegolezzo da Novella 2000,ma cronaca giudiziaria.

Vuol dire che gli avrebbero in qualche modo tappato la bocca, ma soprattutto evitato di compiere atti conseguenziali.

Sono dichiarazioni “spontanee” di un assessore, di un vice sindaco, cara consigliera.

Oppure è convinta di potersi permettere liberamente di prendere per i fondelli un’intera cittadina a cui ha l’obbligo istituzionale di rendere un servizio trasparente e non vincolato alle pruderie di potere.

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