ANZIO UN GIORNALISTA A PALAZZO

Mi ero ripromesso di astenermi da commenti politici a Pasqua e non l’ho fatto anche se, votare a giungo ad Anzio, non permette nessuna pausa,considerata l’importanza della posta in gioco. C’è poco da festeggiare in un territorio che è devastato. Le elezioni amministrative di Anzio,avranno, infatti, forti ripercussioni su Nettuno.
Ho seguito con attenzione la conferenza stampa di Del Gaccio, l’ho rivista un paio di volte perché reputo quella candidatura, “la candidatura”, la rottura di un andazzo che si trascina e ci trascina stancamente,svogliatamente verso il caos. Sono convinto che De Angelis, staffetta a parte, era un buon “partito” per la città. Ha amministrano, non male, per due legislature, ma questa volta ha sbagliato l’approccio, prestando il fianco all’ambiguità politica che pur aveva messo in piedi El Casto Conquistador, mostrando una dedizione inopportuna al boiardismo di Palazzo: il POTERE non solo con la “P” maiscola.
L’alternativa al centro destra offriva la solita avvilente parodia degli “Onesti contro i Ladri” e la certezza del vuoto operativo dettata dalla manifesta incapacità.
Ho voluto ascoltare per due volte Del Giaccio, perché alla sua prima uscita da candidato sindaco era importante osservare anche la gestualità, i tentennamenti. Vero che quando parla del Porto, incrocia le braccia al petto. Gesto di difesa. E lo ammette di aver sbagliato opinione.
Non è la candidatura del PD,ma una candidatura che parte dalla necessità inevitabile di cercare nel civismo figure credibili, ma soprattutto moderata e pulita.
I punti di forza del suo intervento sono due. Il riferimento a quel trasversalismo dove proprio I’ex PCI, il PD, è stato il protagonista assoluto e forse è lo stesso PD che oggi non lo vuole, perché sa bene che con lui sindaco, le grandi manovre urbanistiche, cesseranno come per incanto.
Eppoi interessante quel ritorno a casa della raccolta dei rifiuti.
E’ il problema dei problemi far cessare quello che è il male dei mali, che attira il malaffare, perché sono troppi i quattrini in gioco. Anzio,come Nettuno, come tanti e tanti Municipi, pagano un conto salato in un settore che bene o male poi coinvolge l’intero ingranaggio amministrativo e crea disservizio. Un disservizio dettato dalla necessità di truccare le gare per star dentro anche alle spese, diciamo, extra.
Non c’ero alla conferenza per quel dolore al rene che mi ha costretto “al divano”. C’era una domanda essenziale da fare,quella dannatamente strategica e spero che vorrà rispondermi prima o poi: qual è la sua idea sul funzionamento vero della gestione? Come pensa di ricoprire i vuoti dell’attuale classe dirigente, Pensa che Belli, la Inches siano da sostituire e con chi?
Credo sia “la candidatura” ad Anzio,credo che  sarà un voto di espressione popolare, quello ad oggi più credibile.

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