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IL POLIZIOTTO, IL PENTASTELLATO E LA MALAVITA

Il cittadino Dessi veniva a Nettuno a dare legittimita’ ai grillini di Anzio e Nettuno. Il cittadino Dessi mosse l’accusa di incompatibilita’ del suo collega di partito Cristoforo Tontini. Il cittadino Dessi firmava interrogazioni ed accesso agli atti insieme al poliziotto cittadino Casto contro la giunta Chiavetta per favorirne l’ascesa alla guida del paese e sempre insieme,sacerdoti della legalita’, si battevano contro il crimine organizzato. Bene, il cittadino poliziotto Casto,oggi e’ il sindaco di Nettuno, quindi faccia un pubblico intervento di condanna e di presa di distanza dal cittadino Dessi,dopo aver appreso dei suoi rapporti (sportivi e ballerini)con gli Spada. Le razioni sono a dir poco oscene: a noi comuni mortali che ci frega se Del Rio premiava gli Spada pugilatori. Può essere una giustificazione? Se mi reco in un campo di addestramento dei terroristi  dell’ISIS, forse non so dove sto andando? E possono giustificarmi sostenendo la tesi che  c’erano altri politici o peggio ancora la Taverna che pone  un paragone sostenendo che sarebbe più grave quello che ha fatto la Boschi,

Ma è assurdo!

DA REPUBBLICA

M5s, imbarazzo per il candidato Dessì: su Facebook “balla con gli Spada” e si vanta di aver picchiato uno straniero

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Il filmato postato dai pentastellati di Frascati ritrae il fedelissimo della Lombardi con “il Vulcano”

di GIOVANNA VITALE

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La presunta vicinanza di alcuni esponenti del M5S al clan Spada, la nota famiglia criminale di Ostia decimata appena qualche giorno fa da un’inchiesta della Dda guidata da Michele Prestipino, torna a far capolino in campagna elettorale, avvenendo lo scontro politico. È stato il consigliere regionale del Pd Eugenio Patanè a scovare un video in cui emergerebbe il legame tra Emanuele Dessì, candidato grillino nel collegio senatoriale di Latina, e Domenico Spada detto “il vulcano”.

”Balla con gli… Spada’, sembra questo, parafrasando il titolo di un famoso film di Kevin Costner, uno dei passatempi preferiti da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle ad Ostia”, denuncia sulla sua pagina Facebook Patanè.

Elezioni, il candidato 5Stelle balla in un video con uno Spada

”Il movimento dell’onestà – aggiunge Patanè – vorrebbe portare in Parlamento gli amici degli Spada, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. In questo video, pubblicato sull’account del #M5s di Frascati, Emanuele Dessì, candidato nel proporzionale al Senato nel collegio della provincia di Latina balla tutto contento con l’amico Domenico Spada, detto Vulcano, il pugile amico pure dei Casamonica, condannato per usura ed estorsione. Io mi vergogno a nome di tutta la gente onesta della provincia di Latina che dovrebbe essere rappresentata da questi personaggi nelle Istituzioni. Che ne dice Roberta Lombardi – conclude il consigliere dem – di cui Dessì sarebbe fedelissimo sostenitore?”.

“Facevo il pugile e insegnavo pugilato, e ovviamente frequentavo le palestre, anche quella in cui si allenava Domenico Spada – spiega Dessì su Facebook –  Lo stesso che, nello stesso periodo, veniva insignito del ‘Collare d’Oro’ proprio da un eminente rappresentante del Pd come Graziano Delrio, con tanto di cerimonia e foto che immortalano assieme l’attuale ministro dei Trasporti e Domenico Spada”.

“Poi – continua Dessì – dopo l’avvio dell’indagine, avvenuta successivamente, nel 2015, chiaramente non c’è stato più alcun rapporto, neanche sportivo. Il Pd è sceso veramente in basso e si vede che il MoVimento nel Lazio fa paura a Zingaretti e a tutti i suoi accoliti. Non ultimo Patanè, che viene citato nelle carte dell’inchiesta su mafia capitale”.

Ma il video che lo ritrae con il compagno di palestra Domenico Spada non è l’unico scheletro nell’armadio a emergere dal mare magnum della rete: da Facebook spunta infatti un post datato 26 ottobre 2015, in cui Emanuele Dessì si vanta di aver “menato un ragazzo rumeno”.

“Per la terza volta in vita mia – scrive Dessì – ho dovuto menare a un ragazzo rumeno a seguito di offese gratuite nella

sua lingua madre. Purtroppo non si rendono conto che ormai le loro parolacce le capiscono tutti e nessuno ha voglia di farsi dire ‘succhiami il c…’ dal primo stronzo per strada o farsi sputare addosso. Erano in tre naturalmente, ma una volta cappottato il primo gli altri due hanno preferito ‘evitarè…Se avessi fatto le stesse cose quando ero ragazzo nel mio quartiere, probabilmente oggi non la racconterei, il mondo cambia, ma non sempre in meglio”.

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