5 STELLE A NETTUNO L’APPALTO DEI “PALI” QUESTA LA ROTTURA TRA CESARINI E CASTO

Ora abbiamo qualche certezza sul caso Cesarini-Casto . e detto senza peli sulla lingua, mettere alla porta a quel modo  Gianluca Cesarini, presidente della Partecipata Poseidon   “dando pubblico risalto a presunti “impicci” di gestione, era una necessità personale, visto il rischio di essere coinvolto nella Nextgate che   ripercorre le stesse vicende che poi hanno messo nei guai un ex assessore di Anzio ed il dirigente di settore: assunzione di personale in cambio di appalti.

Assunzioni che assumono importanza strategica in vista della imminente campagna elettorale ad Anzio

La storia è questa, inutile girarci intorno ed ha origine dai sogni di conquista del sindaco di Nettuno, ovvero mettere le mani anche sul Comune limitrofo.

E’ necessario partire dal meet-up del “Grilli di Anzio”, quello dove si iscrive l’assessore di Casto, Guido Fiorillo, quello che sarebbe in qualche modo guidato dai fratelli Cesarini, quello  ostile al consigliere comunale Cristoforo Tontini.

Quello che ha presentato una sua lista ed un suo candidato sindaco: una segretaria di uno studio dentistico di Aprilia.

Attivisti “rivoluzionari” che inondano la rete di proseliti sulla loro onestà e sulla disonestà degli altri.

Ed è uno dei pur e duri a finire nella rete della Nextgate.

Uno che si candida alle parlamentarie.

I fatti:

Secondo alcune indiscrezioni è Gianluca Cesarini, presidente della Poseidon che mette in piedi la storia dei Gonfaloni e della concessione dei 600 pali della pubblica illuminazione.

Una gara “telefonata”, fatta a tavolino secondo quello che emerge dai fatti per dare un posto di lavoro sicuro e ben retribuito ad un attivista di quel meet-up dei “Grilli di Anzio” Alessio Guain.

Una vicenda complessa che si collega alla storia dei cartelloni e delle super multe elevate alla storica azienda di Rodolfo Tirocchi, temibile concorrente, secondo una sommaria ricostruzione, che avrebbe potuto partecipare alla gara dei “Pali della luce pubblica”

A tal proposito piomba come fulmine a ciel sereno una richiesta rivolta alla Commissione antimafia da parte del senatore Fassina.

Poi si scopre che non è un caso perché la potentissima associazione ambientale  Vas che collabora attivamente con settori investigativi romani, secondo alcune indiscrezioni, inizia a fare le pulci alla cartellonistica nettunese e tira fuori un elenco di centinaia e centinaia di cartelloni abusi che non sarebbero mai stati sanzionati diversamente dalla RTL che subisce un accanimento tale da portarla al fallimento dopo aver elevato oltre 200 mila euro di multe.

Tra gli abusivi non sanzionati, eccolo il particolare più delicato, ci sarebbero le paline delle fermate degli autobus, che sarebbero gestiti da società collegate a “mafia capitale” secondo alcune indiscrezioni e che avrebbero un certo monopolio anche in provincia di Roma.

Emergerebbe, secondo alcune testimonianze, anche una particolare attenzione sulla cartellonistica da parte dell’ex comandante dei vigili Tommasetti, il quale avrebbe ancora una certa influenza proprio su quei vigili che sono stati in qualche modo parte della vicenda.

Non a caso forse,nella commissione che avrebbe dovuto assegnare la gara, vinta poi dalla Nexet, per la prima volta ci finisce un maggiore dei vigili che aveva avuto un ruolo sul presunto accanimento verso la RTL.

L’attività politico-amministrativa relativa a quello che accade prima che fosse indetta la gara dei PALI, è la parte attenzionata, quella che in qualche modo dimostrerebbe che quell’appalto viene confezionato a tavolino con un vincitore già concordato.

Un ruolo determinante di un tipografo di Anzio, il quale, secondo indiscrezioni viene sentito dagli investigatori locali (forse non solo lui) ed a cui potrebbe aver rivelato  particolari interessanti tra cu il licenziamento dell’attivista che avviene quando la giunta approva la delibera di indirizzo che avrebbe poi portato alla gara.

La stessa Nexet,si dice,abbia  iniziato ad acquistare materiale per la pubblicità dei gonfaloni, prima che fosse assegnata la gara. Particolare il cui riscontro è decisamente semplice.

Ad allarmare gli investigatori locali e’ l’acquisizione  degli atti da parte della Commissione Antimafia, si dice, avvenuta presso il Comando dei Vigili.

Scatta l’allarme anche a Palazzo, perché questa volta a finire nei guai sarebbe la giunta o parte della giunta, quella parte che avrebbe concordato con Cesarini l’affare Gonfaloni.

E sono i dirigenti che provano a togliere dai guai Casto facendo una repentina marcia indietro ed annullando la gara con motivazioni pretestuose.

Una decisione che espone politicamente Gianluca Cesarini. Sono forti le tensioni all’interno dei meet-up di Anzio sulla candidatura a sindaco. L’aggressività degli attivisti dei Grilli di Anzio, finalizzata al progetto politico,forse anche di una candidatura di Cesarini, veniva messa in discussione.

Denunciare pubblicamente possibili imbrogli alla Poseidon è un modo certo per bruciarlo

Peraltro i Grilli di Anzio erano già nel mirino dal Vice sindaco, forse perché ostili alle decisioni prese dal gruppo di potere nettunese.

Una situazione rovente che porta la candidata alle regionali Lombardi ad evitare la tappa elettorale programmata ad Anzio, per il timore di possibili indagati.

Un nuovo siluro che viene confezionato in accordo tra il vice sindaco Mancini ed l gruppo di Cristoforo Tontini e che potrebbe divenire una pregiudiziale anche per la candidatura a sindaco di esponenti di quel meet-up dei Grilli di Anzio. Il tutto testimoniato da una scontro durissimo a colpi di post su FB tra Mancini e Maria Teresa Russo dei “Grilli di Anzio” sull’entrata a gamba tesa di Mancini che vorrebbe evitare polemiche alla candidata regionale ,nel caso scoppiassero guai. ( i due sono referenti locali della campagna elettorale della Lombardi)

Una posizione ovviamente contraria all’altra referente seguace dei Cesarini.

Vero che la Lombardi sposta a Nettuno  il suo incontro elettorale.

Questi i fatti. Quello che penso e che è opinione, non si discosta dal racconto. La mia personale impressione è che tutto questo trambusto non può limitarsi solo ad un posto di lavoro di un attivista, a prescindere dal peso politico dell’attivista. Va rilevato che nei Grilli di Anzio c’è anche l’amico personale di Cesarini, Reale che l’ex presidente della Poseidon cerca in tutti i modi di sistemare e l’affare Nexet non è una cosuccia da quattro baiocchi.

Dei seicento pali in concessione, infatti,la Nexet decide di utilizzarne solo duecento ed inizia a vendere la pubblicità,incassando acconti dai commercianti.

SI parla di contratti dal valore di duemila euro l’anno, a peso, circa 400 mila euro l’anno di affari che non sono  da buttare,peraltro il tutto avviene in piena violazione del regolamento comunale che demanda la pubblicità dei Gonfaloni ad una precisa normativa nazionale.

Ovvero si possono usare i pali della pubblica illuminazione solo per periodi limitatissimi, perché contravvengono alle leggi del Codice della Strada.

Se guardi in cielo per leggere la pubblicità come si dice a Nettuno, rischia di andare “ad infrociare”

Ed i Vigili Urbani  che finiscono perfino in commissione non lo sapaevano?

I dirigenti che istruiscono la gara, non lo sapevano.

La giunta che indirizza,non lo sapeva.

Troppa gente non sapeva.

Voglio dire che la questione politica-elettorale avrà anche un ruolo importante, ma i quattrini pubblici profumano quando si parla di 400 mila euro l’anno che diventano una rendita,un vitalizio.Parti con 200 pali,poi poterne disporre di altri quattrocento è un mezzo terno al lotto.

Si racconta che quell’attivista che addita “i disonesti” i politici e gli amministratori ladroni, dimettendosi, abbia riferito al suo datore di lavoro: vado a fare i soldi veri:
E ci credo.

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