NETTUNO CREDITO COOPERATIVO COM’E’ FINITA?

Per i lettori cinesi e giapponesi del blog, diciamo che a Nettuno, paesello a 60 chilometri da Roma, c’è l’istituto di Credito Cooperativo, ex cassa rurale che nacque per finanziare i contadini a cui compravano attrezzature agricole , semi e vitigni e,  fatto il raccolto, pagavano.

Di tempo da allora ne è passato,ma le origini sono quelle, perchè tutto sommato un pezzo del CDA da allora non ha mai mollato quella carica.

E si sa, dopo tanto tempo di vita comune, il rapporto si incrina,gli stimoli perdono di vigore.

Fu così che un paio di settimane fa il Presidente Luciano Eufemi doveva decidere: farsi scoppiare la bile o dimettersi,

Scelse la seconda via, ma non permise a chi restava di stappare le bottiglie di birra per brindare.

I fedelissimi organizzarono una raccolta firme presso un paio di notai. Da allora non se ne seppe più nulla. Quando si tende a non far sapere più nulla di solito accade per due ragioni: o si va insieme dallo psicologo perché c’è qualche patologia oppure gli stimoli si son rinvigoriti e la fiamma si è riaccesa.

Niente di tutto questo.

O meglio, Banca Italia non se la passa bene e per evitare grane, come al solito la si butta in caciara per cercare di capire , tra due soggetti,chi sia il responsabile.

Ecco che tirano in ballo la Consob . Non sono un tecnico del settore, ma in tema di controlli ritengo la Banca d’Italia prima responsabile. Vabbè in Italia funziona così.

Ma torniamo alla bancarella. I problemi di Bakitalia si riflettono inevitabilmente sull’intero sistema bancario tant’è che laddove si hanno notizie di CDA litigiosi, quello è chiaramente un allarme ed allora meglio commissariare per evitare guai.

Orbene, dopo aver dimostrato che i numeri c’erano per andare in assemblea con all’ordine del giorno le dimissioni del CDA, per evitare di franare nel commissariamento, si va verso la “distensione” e questo è ancora più preoccupante.

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