“NOI (FUMMO) CON SALVINI” GLI ORTODOSSI CONTRO ZICCHIERI

La politica non è l’arte di aggiustarsi secondo le necessità personali, bensì lavorare per contribuire a rendere migliore la qualità della vita in ogni settore della vita pubblica locale,regionale,nazionale.

Quando si ingenera il caos per scopi personali, accade quel che sta accadendo ad Anzio ed accade che un nutrito schieramento di ortodossi di Noi con Salvini approfitta della nostra coerenza che poi vuol dire indipendenza e ci invita a rendere pubblico qualcosa che è necessario far conoscere all’opinione pubblica.

Quando provocatoriamente la scorsa settimana pubblicamente su Facebook che il senatore Centiniao aveva lasciato il Lazio,lui rispose in modo piccato: tenetemi fuori dalle questioni del Lazio.

Perché? Cosa c’è che non va?

In verità la risposta già l’avevamo, perché tre o quattro “irriducibili” si erano fatti sentire per contestare chi aveva preso il posto di Centinaio, ovvero Francesco  ZIcchieri, al quale faremo replicare, se lo riterrà opportuno, la prossima settimana.

 

Lasciamo stare i termini e le espressioni che motivavano il dissenso, perché quel che lasciava perplessi,secondo il loro pensiero politico, era che il neo capo di Noi con Salvini, sarebbe eterodiretto da un capo, un imprenditore che lavora nel campo dei rifiuti, l’impresa che fa capo a Del Prete a Latina, dove secondo alcuni, Zicchieri potrebbe essere un collaboratore all’interno della ditta.

Lo scriviamo nella chiarezza che ci contraddistingue anche perché non crediamo a nessun complotto, bensì ad un  modo di essere leghisti .

Non scandalizza nessuno l’imprenditore che “scende” in politica, purchè lo faccia a viso scoperto, ma soprattutto sarebbe stato ben accetto all’interno di Noi con Salvini una sua partecipazione diretta?

E’ questo il motivo delle defezioni all’interno del Movimento, questione che poi,come si può ben comprendere si ripercuote anche su Anzio,altro spunto di polemiche interne, vero che secondo gli irriducibili, la presunta candidatura alle regionale di Capolei ed il passaggio di Noi con il Cuore nel movimento, sarebbe una volontà dell’imprenditore di Latina.

Un forte oppositore che risiede nell’ex collegio 32 addirittura dichiara: non è la mia impressione,ma quella di moltissimi di noi, secondo cui quella sarebbe una mossa strategica di Fazzone per eleggere un consigliere regionale in Noi con Salvini e subito dopo tornerebbe in Forza Italia.

In realtà nessuno dei consiglieri di Anzio e Nettuno ha mai fatto dichiarazioni in consiglio del passaggio. Abbiamo visto i selfie a Pontida, ma tra una gita fiori porta ed una dichiarazione ufficiale, la differenza c’è.

Ovviamente resta la pagina aperta anche alle repliche di Capolei e dei consiglieri comunali del gruppo Noi con il Cuore,ma è fuori discussione che le perplessità degli ortodossi siano reali.

Poi non c’è alcun dubbio che quel posto in lista sia ambito.

Per essere eletti nel Movimento di Salvini sarebbero sufficienti 7/8 mila voti che non sono irraggiungibili.

Un qualsiasi personaggio politico ,un po’ noto nel suo municipio, avrebbe modo di incassare3/4 mila voti solo dove risiede.

Insomma la polemica infuria  e non solo a sud di Roma castelli e litorale compresi, ma anche a Latina e provincia.

La stessa Saltamartini sarebbe una delle più agguerrite oppositrici interne alla “linea” ZIcchieri.

I sostenitori del capo rilanciano alle accuse sostenendo che “Francesco ha preso il partito al 2% .lasciato da Centinaio e l’ha portato al 6%. “

La replica è altrettanto dura.

CI vuole poco a portarlo anche al 12% -dicono- senza le necessarie selezioni.

Ad Anzio se la potrebbe ridere Placidi, ma questa incertezza rende ancora più complesso il quadro politico all’interno del centro destra che ormai viaggia sotto il segno dei ricatti,

Bruschini non è il solo a porre in essere un andazzo politico ormai allo sbando.

Placidi, infatti, da canto suo non è da meno quando motiva ufficiciosamente la contrarietà a De Angelis che rientrerebbe nel caso si firmasse anche l’adesione alla candidatura regioanale di Mara Fortuna.

1 Commento

  1. Veronica Vidal

    Nel mese di agosto è uscito questo articolo che allego qui sotto… e che risponde al discorso appena letto!

    http://www.agenparl.com/spaccatura-interna-ncs-nel-centro-italia-troppi-ex-an-capo/

    ovvero:
    (AGENPARL) – Roma, 01 sett 2017 – C’è una crisi che si trascina da un po’ nel panorama politico del centro-Italia. Una crisi dettata dallo scontento e dalla superficiale conoscenza del territorio, dal mancato rinnovamento seppur annunciato e dalla mancanza di presenza nelle cronache cittadine di tutti i giorni. E’ la crisi che alberga nel centro destra, che ha investito in pieno il movimento Noi con Salvini e che rischia di esserne travolto contando che la sua nascita è ancora agli albori. Chissà se l’appuntamento di Pontida del 17 settembre prossimo riuscirà a ridare ossigeno alla squadra, chissà se in quell’occasione Matteo Salvini vorrà portare a battesimo la sua nuova Lega dei popoli, o comunque la voglia chiamare, per inglobarvi pure il movimento che porta il suo nome e quindi alla buon’ora mettere a posto alcune caselle. Già, chissà. Nel centro Italia, Noi con Salvini potrebbe rappresentare una realtà importante, un modello di proposta nuovo e credibile, innestarsi in uno specifico tessuto sociale. Lo spazio c’è e non è quello di una destra ammuffita e a tutti i costi filo clericale e bacchettona che schiaccia l’occhio un po’ dove capita. Purtroppo però se i vertici dei Noi con Salvini, nel centro Italia e prim’ancora nel Lazio non vengono scelti misurando le reali capacità e il distacco dai partiti tradizionali emergerà solo la pochezza del risultato. Il primo tempo della crisi del movimento NcS si è concluso con il commissariamento del Lazio con a capo il presidente del gruppo LN al Senato, Gian Marco Centinaio: una sorta di pareggio tra due fazioni diverse di nuovi arrivati da una parte la Barbara Saltamartini (ex Msi, ex An, ex Pdl, ex Ncd, ora NcS) e dall’altra la Suad Sbai, deputata italo marocchina (ex Pdl, ex Fli e Pdl di nuovo e dal 2014 Lega Nord). Entrambe, a facile sguardo, corredate di un passato politico variegato. Il secondo tempo è iniziato solo a ottobre scorso, quando Centinaio ha passato il testimone a Francesco Zicchieri, uomo vicinissimo a Saltamartini, e vicino a tutti gli ex di An, compresa Giorgia Meloni. In questo contesto i cosiddetti ‘duri e puri’ salviniani (ovvero coloro che non hanno mai avuto a che fare con An e Msi in passato) che peraltro sono la maggioranza, contando che la Saltamartini si è persa per strada tutto uno zoccolo di voti, stanno respirando scontento a più non posso. E qualcuno li dà addirittura pronti a salire sull’Aventino. Che a Roma ha un significato ben preciso che sicuramente non sfuggirà nemmeno a Zicchieri che invece viene da Terracina. Già, il coordinatore regionale proviene non dalla capitale dove potrebbe risiedere una sacca consistente di voti ma da una cittadina del basso Lazio di 40 mila abitanti che poco ha a che fare con le grandi realtà politiche. Ma questo non sarebbe nulla. Costui è fuoriuscito a ottobre 2014 da Fratelli d’Italia in una coalizione di centrodestra e poi nel 2015 ha manifestato alterchi con il sindaco di Terracina (Nicola Procaccini, fedelissimo della Meloni) per via dell’adesione del Comune di Terracina ai programmi di protezione richiedenti asilo (Sprar) e dopo l’allestimento di un Centro di accoglienza straordinario nella periferia del paese. Zicchieri non solo è stato eletto con la lista Noi con Salvini, ma è apparentemente blindato. Sia dalla parte della Saltamartini che da quella della leader di Fratelli d’Italia. Fatto che non escluderebbe la tattica di portare un uomo già vicino alla Meloni dentro NcS, ma le cose non stanno invece proprio così. E la pecora nera, malvista dai duri e puri infatti non è la Giorgia nazionale. Assolutamente no. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe l’ingresso nel partito del marito della Saltamartini, Pietro Di Paolantonio su cui lei stessa sta pesantemente spingendo anche in vista delle prossime regionali nel Lazio a marzo 2018. Di Paolantonio, detto Di Paolo, già assessore ai rifiuti nel Lazio nella giunta Polverini e legatissimo ad Alemanno ha negli anni cambiato parecchie casacche…. Nel 2013 è passato dal Pdl a Ncd e ora ha fondato un suo gruppo: Cuori Italiani, ed è presidente della Commissione speciale terremoto. Insomma il gruppo di scontenti accusa il movimento capeggiato da Zicchieri/Saltamartini di diventare il ricettacolo degli ex An che malgrado i pochi consensi elettorali vorrebbero dettare linea politica e decidere candidature. Questo a scapito di una realtà più ampia che raccoglie professionisti, imprenditori e inteligentiae laiche di ampio respiro sovranista oltreché politici non di professione, capaci di raccogliere voti che vanno oltre il 3 per cento nazionale. Quello che produrrà Fratelli d’Italia visto le ulteriori beghe interne tra la volontà di candidare alla presidenza della Regione Lazio il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e la messa all’angolo del deputato Fabio Rampelli, talent scout e mentore della stessa Meloni. Chissà chi la spunterà.

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