NETTUNO IMMONDIZIA PARTY

Erano stati convocati tutti dal Comune: Ipi ordinaria, Ipi commissarriata, sindacati.
Grande assente il Commissario Moriconi.
Importante era in quel contesto la presenza di Deodati patron dell’Ipi ordinaria .

Quello che emerge da questo incontro chiarisce quasi in maniera inequivocabile che l’AFFAIRE TEKNEKO era stato preparato a tavolino da tempo e che il ricorso all’urgenza, come sempre ribadito da queste pagine è “viziato” nei termini di legge laddove si fa ricorso ai provvedimenti di urgenza.

Sono i documenti portati da Deodati che svelano l’intreccio amministrativo.

DI seguito infatti pubblichiamo uno stralcio della lettera dell’Agenzia delle Entrate sollecitata dal Comune di Nettuno, da cui emerge una presunta volontà della pubblica amministrazione di ingenerare il caos per finalità da capire, ma di certo legate alla Gestione commissariale dell’appalto.
Le date sono importanti.

Analizziamo i fatti,
Il Comune di Nettuno interroga l’Agenzia delle Entrate in data 22 Agosto, per sapere cosa? Ovvio che non poteva interrogare l’Agenzia delle Entrate per L’Ipi commissariata. Dopo un anno di gestione nessun debito si può consolidare.

Quindi il Comune interroga l’Agenzia delle Entrate in merito all’Ipi ordinaria.

Lo fa il 22 agosto e  guarda caso è la stessa data in cui a seguito di un accesso agli atti del consigliere Dell’Uomo lo stesso apprende dagli uffici che sarebbero stato bonificati 15 mila euro. Ma secondo gli uffici anche quel bonifico sarebbe stato bloccato.

Ma siamo sicuri? Siamo certi che quel bonifico non sia stato incassato?

Qualche dubbio affiora e vendiamo perché?

E’ la somma utile per pagare l’INPS di luglio?

Entriamo nel dettaglio.
Il pagamento della fattura di luglio da liquidare al Moriconi di 470 mila euro  doveva andare in pagamento  il 10 agosto.

La comunicazione dell’Agenzia delle Entrate sollecitata dal Comune il 22 Agosto è datata 28 agosto.
Quindi ufficialmente il 28 agosto il Comune avrebbe potuto avere un impedimento.

Dal 28 agosto le somme riguardanti il pagamento dell’IPI erano pignorate.
Allora perché il 10 agosto non ha pagato la fattura a Moriconi quindi gli stipendi ai dipendenti?

Ma il giallo non finisce qui.

Sono numerosi i comunicati stampa ufficiali del Comune quando annuncia che deve ricorrere al provvedimento di urgenza per affidare l’appalto provvisorio. E le motiva per inadempienza del commissario e per i debiti Equitalia dell’IPI ordinaria.

Ma come fa il Comune a saperlo a luglio se non c’è nessun atto ufficiale che lo attesti?
Perché dichiara prima della comunicazione ufficiale del 28 agosto che c’era un problema se quel problema prima di quella data non c’era?

Vale a dire che fino alla messa in mora ufficiale, ovvero il 10 Agosto, il Comune avrebbe potuto pagare così come era accaduto a giugno, a maggio, ad aprile.

La data di ricezione del provvedimento di pignoramento ricevuto dal Comune, come si può verificare è  datata 28 agosto.

Nelle motivazioni dell’urgenza viene citata anche una irregolarità del Durc dell’Ipi commissariata. Ma Moriconi si affretta a chiarire ancor prima che fosse avviata la procedura di trattativa privata che il Durc era valido fino a novembre prossimo

C’è una necessità di creare il caos?

Noi riteniamo, ma è nostra opinione, che Moriconi non sia estraneo a questo intrigo.
E lo riteniamo per giustificate ragioni.
Deodati,infatti, dichiara che prima del commissariamento tutte le fatture e tutti gli impegni con i dipendenti erano pagati,ma lamenta anche di non aver mai ricevuto rendiconti di gestione da parte del Commissario come previsto per legge.

Andiamo al sodo.

5 milioni di euro circa incassati da Moriconi in questo anno.

Nessuno è in grado di sapere come li ha spesi, vero che ha fatto ricorso perfino ad una dilazione all’Inps fino al 2020 dei contributi. Si parla invece di debiti anche verso i fornitori da parte dell’Ipi commissariata.

A Deodati chiediamo: ma cosa ha a che fare la gestione Ipi ordinaria con l’Ipi commissarriata? Ovvero Moriconi ha un conto diverso dall’Ipi ordinaria, anche l’eventuale debito Agenzia delle Entrate non ha nulla a che fare con l’Ipi commissariata?

Deodati risponde con u n secco “BOOOH”
Nel corso dell’incontro il Presidente dell’Ipi ordinaria rivela anche sottolinea che la gestione commissariale dell’IPI in Sicilia,  chiusa qualche mese non ha avuto alcun intoppo.

Il Commissario ha restituito macchinari ed attrezzatura lo stesso giorno in cui finiva l’interdittiva ed è la stessa che ha colpito anche l’appalto di Nettuno. Si è conclusa talmente bene che il comune sicialiano ha liquidato all’IPI di Deodati debiti pregressi.
A Nettuno accade qualcosa di inaudito vero che il Commissario trattiene i mezzi di proprietà dell’IPI, li porta in un deposito giudiziario  sostenendo che quei mezzi  gli apparterrebbero.

E si arriva all’assurdo che pur decadute le ragione dell’interdittiva, come accaduto in Sicilia, perché il Comune ha affidato ad altra aziende l’appalto, Moriconi continua a fare il commissario.
Perché?
La motivazione ufficiosa sarebbe che il Commissario non avendo ricevuto il pagamento della fattura di luglio, sarebbe impossibilitato a chiudere i conti della sua gestione.
Anche questo aspetto è una contraddizione.

L’azienda IPI non ha subito l’interdittiva. Il provvedimento riguarda l’appalto.

Quando il Comune chiude i rapporti con l’IPI ed affida l’appalto ad altra azienda, anche l’interdittiva di Nettuno decade, cessa. E cessa anche ogni funzione operativa del Commissario di nomina prefettizia.

I conti di gestione, passano all’Ipi di Deodati che potrà essere in grado di verificarli .

E questo potrebbe essere un primo problema.

Cinque milioni di euro spesi in un anno, una possibile situazione debitoria, tre mensilità arretrate da pagare ai dipendenti, il TFR di un anno, debiti INPS dilazionati fino al 2020.

Un buco presunto valutabile tra i 600/700 mila  euro?

Un debito che di qualunque importo sia, peserà sulle casse dell’IPI ordinaria.

E che farà Deodati non andrà a spulciare i conti e non farà valere qualche diritto violato?

Il presidente dell’Ipi annuncia che nei prossimi giorni ci sarà lo sblocco dei pignoramenti in quanto era in corso una “conciliazione”.

Non ci saranno più attenuanti per il Comune dovrà pagare:

Ma a chi?
All’IPI di Deodati oppure ad un Commissario prefettizio di fatto e di diritto decaduto?
E questo potrebbe essere un problema serio per il Comune di Nettuno.

Ma quello più serio è senza dubbio il ricorso ad un provvedimento d’urgenza inesistente, Un atto amministrativo che merita un serio approfondimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.