DOPO CERRONE E LA RIDA I NUOVI PADRONI DELL’IMMONDIZIA ROMANA-

 

Cerchiamo di essere coerenti e guardiamo in faccia la realtà. E’ impossibile che un vice questore aggiunto con i gradi di sindaco, possa impunemente governare un Comune in questo modo e farla franca.

Buttarla sulla tolleranza ci può stare, ma c’è un limite a tutto e qualunque sistema di potere prenderebbe subito le distanze.

Ecco, il problema, a mio modesto parere è proprio questo. Non era prevedibile che si mostrasse un’arroganza scandalosa dettata da situazioni caratteriali.

E’ ipotizzabile che i rifiuti rappresentino un punto focale di quel sistema di potere esterno che ne accompagna le gesta, perché il quadrilatero Nettuno, Anzio, Ardea e Pomezia potrebbe aver attirato i lupi marsicani e gli abruzzesi in un momento il cui la ricca provincia di Roma esce a pezzi dalla guerra Cerrone e la Rida è in  difficoltà.

Stiamo parlando di un business che viaggia oltre i 300 milioni di euro di sola raccolta, smaltimento a parte, tutto all’interno dei possibili nuovi padroni dell’immondizia romana.

Qui i 5 Stelle non c’azzeccano nulla. E’ un contenitore politico ancora più o meno pulito dove sviluppare il marchettificio dei grandi affari.

La scheggia impazzita potrebbe essere Anzio se intorno a Del Giaccio si costituisse un fronte non anti grillino, ma anti Casto

Finalmente qualche notizia arriva da Pomezia. Si apprende che Deodati potrebbe portare i libri in Tribunale perchè quei debiti del Commissario non intende pagarli.

Come avevamo previsto, lo scenario si surrriscalda. In sede fallimentare,infatti, emergeranno anche responsabilità penali, qualora ci fossero.
Intanto operai della ex IPI informano che la situazione all’ex centro IPI si fa drammatica. Tutta la raccolta di ieri sarebbe stata lasciata sui mezzi di raccolta. La puzza già si fa insopportabile con questo caldo. Il Centro sarebbe sommerso di immondizia e gli operai rimasti girano in mascherina. Forse chiedere l’intervento della ASL sarebbe un obbligo.

Aciam, socio il Gruppo Di Carlo quindi la Tekneco,  gestiscono impianti per lo stoccaggio, trattamento, avvio a recupero e smaltimento dei rifiuti urbani all’interno del comprensorio provinciale in nome e per conto dei Comuni soci.
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Qui i 5 Stelle non c’azzeccano nulla. E’ un contenitore politico ancora più o meno pulito dove sviluppare il marchettificio dei grandi affari.
La scheggia impazzita potrebbe essere Anzio se intorno a Del Giaccio si costituisse un fronte non anti grillino, ma anti Casto

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