NETTUNO IL SINDACO E LA GESTIONE TROPPO PRIVATA DELL’EDILIZIA

Siamo abbastanza consapevoli che  quanto riportiamo di seguito non attrae i lettori, ma in generale il popolo nettunese. Puoi girarlo sottosopra, massacrarlo di ingiustizie, violentarlo nei diritti, ma state certi che se Chiavetta avesse modo di potersi ripresentare  vincerebbe le elezioni anche questa volta. Le vincerebbe anche se a candidarsi fosse la sorella avvocatessa.

Non chiedetemi la ragione, perchè non c’è una risposta razionale. Si è vero. Parlano sbraitano, fanno finta di arrabbiarsi, ma sono sempre le stesse persone. Gruppetti isolati che non pesano nulla quando devi andare a contare i voti nelle urne.Ma a noi spetta il compito di scriverle le cose, di informare e quindi riferire che in data 02/12/2014 la Regione Lazio ha approvato la realizzazione di un altro Supermercato in via Ugo La Malfa. A due passi dal Centro Commerciale Le Vele. A pochi metri dall’Europsin, a due passi dalla Pam.

In verità nel leggere la relazione della delibera Regionale si prende atto che una certa forzatura c’è stata nell’approvare qualcosa di scandoloso, fatto passare come Piano Integrato in Variante, rispetto ad un PRG del 1973, alla mancanza di un Piano Commerciale, alla contrattazione più o meno personale delle cosiddette “AREE BIANCHE”,

Cerchiamo di capire il senso di questo ennesimo atto di arroganza politica quando la decadenza di tutti i vincoli ha di fatto annullato lo strumento urbanistico(PRG) che deve rappresentare un ambito di certezza del diritto e non una discrezionalità del sindaco e del suo staff di tecnici di regime.

E qui che si compie la rapina ed è qui che si concretizza il sospetto di infiltrazioni o il dubbio di interessi troppo particolari quando la normativa è decaduta ed a decidere c’è un uomo solo.

La delibera regionale,giustifica l’intervento urbanistico con la decadenza del vincolo di cinque anni di quel sito dove dovrebbe sorgere l’INS e pone in essere l’insorgere di un possibile ricatto del privato con i famosi ricorsi al Tar.

E’ uno spauracchio o una giustificazione che in verità meriterebbe un intervento del magistrato penale, in quanto la decadenza di tutti i vincoli dichiarata dall’ente Comunale con tanto di deliberazione, non consentirebbe nessun intervento liberatorio del TAR, vero che ogni ulteriore provvedimento edificatorio con un PRG decaduto per atto pubblico, sarebbe un illecito. Ma stiamo parlando di paesi governati da democrazie compiute e non da raggruppamenti oligarchici, come nel caso specifico, che non temono neppure le Procure che a vario titolo si interessano di questo territorio.

Ma questo è un capitolo a parte dove a fronte di una forte caratterizzazione geografica particolarmente delicata, non corrisponde adeguata azione di contrasto sotto il profilo della qualità investigativa,ancor meno della classe dirigente.

Entrando nel merito attuativo di questa invadente azione edificatoria che va fuori le regole, si perfeziona un possibile abuso nell’abuso. E tutto parte dalla realizzazione del Centro Commerciale le Vele e gli interessi particolari o di amicizia di Mimmo Kappler con la Edim. Proviamo a capire quel che successe a quell’epoca che poi ha generato tutto il resto. Partiamo da dati certi: quelle aree prevedono una destinazione urbanistica a Servizi Pubblici. Destinazione urbanistica che subisce una deformazione applicativa, vero che si aggira il vincolo edificatorio andando a realizzare il Centro Commerciale che non rientra nella categoria dei “Servizi Pubblici” cedendo al Comune il piano superiore da adibire ad uffici Comunali e quel mezzo box destinato all’attuale “Ufficio Tributi” in uso a Poseidon.

Ecco come si aggira l’ostacolo e tutti si adeguano all’abuso. La destinazione urbanistica a Servizi Pubblici non vuol dire costruire quello che ti pare e regalando al “pubblico” qualche ufficio. La Edim avrebbe potuto costruire una Chiesa,un asilo, scuole e non un centro commerciale.

Ed è ancor più incredibile se si legge una delibera regionale che pone limiti alla favola del vincolo decaduto, voluta da Zingaretti che va in netto contrasto con quello che sta accadendo a Nettuno e con quello che sta per accadere perchè si vocifera di cambi di destinazione d’uso in residenziale che saranno messi in atto su quelle stesse aree destinate a servizi pubblici.

Ne parliamo, ma prima ancora ci permettiamo di soffermarci su questo punto perchè ha la sua importanza strategica ma soprattutto diviene allarme sociale quando se l’edilizia è regolata solo dalla volontà di Chiavetta o chi per lui.

Vuol dire che non possiamo evitare di fare l’opportuno riferimento a Mafia Capitale ovvero a quel sistema mafioso tutto romano che si fa decisamente meno roboante se a Nettuno non c’è nessun bisogno di corrompere il dirigente quando l’illecito è istituzionalizzato e l’idea della mafiosità è legge comunale.

EUROSPIN E GLI AFFARI DI FAMIGLIA

Allora accadono fatti come l’Eurospin che nasce sui ruderi di una struttura già esistente qual era il Consorzio Agrario che avrebbe potuto realizzare la demolizione e la realizzazione di un supermercato,ma non avrebbe potuto modificare la cubatura.

Ovvero quel Consorzio Agrario aveva 64 metri quadri di locali adibiti alla vendita e 1200 metri di magazzino. La ricostruzione avrebbe dovuto rispettare le stesse caratteristiche. Ed allora com’è potuto passare indenne da ogni controllo?

La deduzione logica al mancato interesse o se volete all’obbligo di legge di riscrivere il Piano Regolatore generale e bloccare ogni iniziativa illecita, ha il solo ed unico scopo di poter liberamente attuare un arricchimento programmato in quell’ambito privato di tecnici di famiglia e di iniziative edificatorie che devono produrre ritorni non definiti a definibili quando si entra nella discrezionalità decisionale e non nelle more di regole scritte.

Le accoppiate impresa-tecnico, rappresentano una certa chiave di lettura dell’andazzo o del presunto intrallazzo che avrebbe dovuto già da tempo attirare l’attenzione degli investigatori locali e scusate,non dare l’impressione che quel settore sia in qualche modo protetto o intoccabile, perchè abbiamo visto e sentito tutti che la banda Carminati contava su oltre 220 immobili di proprietà, giusto per comprendere che l’edilizia è il cuore degli investimenti di una certa società. L’Eurospin puzza di inciucio e pure forte.

E non solo, perchè lo sviluppo di quella zona che si muove su presupposti di forzatura, determinati come abbiamo già scritto da quella delibera di consiglio in cui il Comune di Nettuno dichiarava decaduti tutti i vincoli a Nettuno, spostava la politica urbanistica dalle regole del PRG alla trattativa privata.

Scandaloso.

Cosa vuol dire quindi portare tre Grandi Magazzini distanti pochi metri l’uno dall’altro in spregio anche al rispetto dei limiti di 400 metri di distanza in una zona a bassissima intensità abitativa? Qualcosa si intuisce perchè poi a ridosso dell’INS ci sono terreni di amministratori che presto si trasformeranno da destinazione a Servizi Pubblici in aree residenziali. Ci fanno i palazzi, tanto per capirsi e si andranno a creare i presupposti perchè a catena ed in direzione Tre Cancelli, verso l’interno, in tutte le aree a vincoli decaduti, ci sarà l’orgia dei cambi di destinazione d’uso prima ancora di mettere mani al PRG. Provate solo a capire quale potrebbe essere il valore di un terreno che diviene edificabile in una zona dove non era previsto il residenziale.

Vuol dire vendere concessioni edilizia a 150 euro a metro quadro, cosa assai diversa se quelle aree divenissero edificabili attraverso lo strumento urbanistico. Detto in soldoni si può sospettare che da quelle parti ci saranno grandi insediamenti terrieri che potrebbero trasformarsi in oro.

Va fatta la domanda di rito: che fa l’opposizione? Finge di non vedere, di non sentire e di parlare del nulla. Molti asserviti al banchetto, altri impossibilitati da combinazioni strategiche, devono tacere su argomenti di questo tipo che poi rappresentano il vero dramma del paese perchè a parte gli affari, è fin troppo apparente che si ingenera il caos urbanistico quando non si creano i presupposti legali di intervento e si creano sacche di ricchezza per pochi intimi impoverendo l’intera comunità, perchè un conto è aprire il panorama dell’edilizia allo sviluppo economico che crea il Piano Regolatore Generale, altra cosa è lavorare sui cambi di destinazione o sui programmi edificatori a trattativa privata.

C’è un dato certo che  impressiona: l’impunità.

 

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