TRIBUTI ITALIA: SAGGESE IN GALERA E TUTTI GLI UOMINI DI SAGGESE A STPENDIO DEL COMUNE DI NETTUNO

 Lunedì 3 giugno,Chiavetta e Zingaretti convocano il  popolo di sinistra sul piazzale delle Sirene per un  comizio di risposta alla pubblicazione diffusa da Carlo  Eufemi il giorno precedente. Spettatori 250 circa di cui  una ottantina

di addetti ai lavori. Alessio non perde tempo,quelle  accuse del suo avversario hanno scosso e non poco  l’intero stato maggiore di Palazzo. “ ..E’ un buffone dice  con tono sprezzante- ed elenca una serie di fatti,dichiara  che il suo avversario è stato rinviato a giudizio per  concussione e turbativa d’asta,peraltro immediata la  replica di Eufemi che lunedì mattina si è recato in  Procura ed ha inoltrato querela per calunnia e  denunciato per i fondi pubblici spesi in cene e viaggi. Poi  il sindaco spinge forte contro la Nettuno Servizi. Quando si raccontano stronzate sulla società mista io m’incazzo. Alessio sa bene che sono, resto e resterò un convinto sostenitore

della Nettuno Servizi. Sono e resto convinto che c’è una buona parte del popolo di sinistra che qualora Chiavetta

ordinasse loro di passare dal Comune ogni giorno per fare volontariato, questi obbedirebbero senza batter ciglia e ne andrebbero fieri di aver fatto qualcosa per il partito. E lo dico perché quel credo non ti fa prendere atto che il sindaco continua sistematicamente a prendersela con la Società Mista che è proprietà del Comune e non accusa mai il sistema Saggese della ex Publicosult, poi San Giorgio e poi Tributi Italia.

Forse giocava ancora al dottore e l’infermiera con l’amichetta di banco delle medie, quando Saggese sbarcava a Nettuno e si aggiudicava l’incarico di scovare l’evasione attraverso un gara truffa di un regio decreto. Assessore alle finanze era il mio amico Faraone,mentre Cervoni, assessore e vice sindaco di quella giunta di sinistra, finiva in galera per aver incassato mazzette dal Saggese.

Quella gara Saggese la vinse con la tecnica del numerino magico che avrebbe dovuto indovinare. Quel numerino

magico che poi corrispondeva all’aggio che avrebbe dovuto applicare, lo indicava quella giunta di sinistra.

Cazzo, solo Saggese riuscì ad azzeccare quel numero e per premio si portò Faraone in Publciconsult con il ruolo di Direttore Amministrativo. A guidare la squadra del chiavaresi c’erano tre tribuni:

Faraone, Petrucci, figlio del segretario comunale facenti funzioni di Pomezia che era riuscito ad assegnare

lo stesso incarico alla Publiconsult,con lo stesso identico numerino magico del regio decreto. Proprio uguale a Nettuno. C’era Massimo Ippoliti,vigile urbano ai Castelli. Erano questi i cervelli veri della Publicosult. Erano questi che disegnavano le strategie aziendali. Due di questi,Ippoliti e Faraone,sposarono due sorelle nettunesi già assunte da Saggese e dopo il matrimonio, una divenne responsabile della Nettuno Serivzi, l’altra responsabile della Aser. Fu così che Faraone ed Ippoliti divennero cognati e tutti finirono in Poseidon. La Nettuno Servizi e la Aser non avevano dipendenti.

Capito!

Non voglio infierire,ma non sopporto le furbate e non sopporto che Chiavetta, che ripeto ha un futuro in politica,racconti balle. La mia incazzatura gli serve anche da scuola. Sulla Nettuno Servizi racconta balle perché la sua arringa elettorale dovrebbe farla in modo convinto contro quel Saggese che s’è rubato i soldi dei nettunesi, non contro la Nettuno Servizi, contro Publiconsult, San Giorgio e Tributi Italia. Ma Chiavetta non lo può fare perché in modo imprudente s’è portato dentro coloro che avevano disegnato ed agevolato il sacco nettunese. In Poseidon ci finiscono le sorelle- cognate Graziosi e, nel dispensario dei quattrini nettunesi, continuano a beccare mangime ancora Ippoliti e Petrucci, attraverso la Management Consulting (170 mila euro di incarico) e ci finisce dentro la CGIL che baratta la copertura delle malefatte di Saggese e quindi il silenzio, con l’assunzione in Poseidon di Monica Balducci, sindacalista di Tributi Italia infilata da Vittorio Marzoli. Ci finì dentro anche mia figlia, quando si candidò con AN e mancò poco che la diseredassi. (Sarebbe stata una fortuna per lei,vero che rischia di prendersi in eredità Equitalia) Per favore,non mi stuzzicate,perché m’arrabbio davvero. Lasciate stare Nettuno Servizi,le società mista che rappresentano uno dei capolavori che s’inventò Massimo D’Alema quando

era Presidente del Consiglio,per bloccare lo strapotere delle esattorie (banche) che avevano distrutto i tributi locali e con quei quattrini dei Comune facevano anche loro speculazioni sporche.

E poiché sono intellettualmente onesto non ho problemi ad asserire che Giuseppe Saggese non era un bandito.

La sua colpa è quella di non aver mai voluto confessare di essere stato uno dei più grandi concussi d’Italia costretto a pagare prebende salate per poter continuare a lavorare eppoi per salvare l’azienda. Quella leccornia pubblica non l’avevano scoperta solo le giunte locali,ma anche i grandi partiti da AN ai diessini e perfino Di Pietro. Loro,Faraone, Ippoliti e Petrucci queste storie le conoscono bene. A proposito, le sorelle erano tre, una era fidanzata con Petrucci, ma la storia non finì in matrimonio. La terza cognata non è ancora finita in Poseidon, ma manca poco. Chiavetta deve attaccare il sistema Saggese, Tributi Italia e non prendersela con l’aria fritta,perché quella azienda pubblica era aria fritta, cosa che non è Poseidon che non è un’azienda privata ed i dipendenti

incidono sul bilancio del Comune di Nettuno al 100%. Nel senso che i loro stipendi li pagano i nettunesi con le loro tasche e che dopo 36 mesi di lavoro continuato,senza interruzione,così come invece dovrebbe avvenire per evitare di bucare il patto di stabilità, quei dipendenti sono di fatto impiegati comunali.

Provasse a cacciarli Chiavetta, il Pretore li riassumerebbe in 24 ore.Voglio dire che ogni anno il Comune di Nettuno versa nelle casse della Poseiodon la bella cifra di 2,7 milioni di euro per pagare stipendi a 60 dipendenti tutti in qualche modo legati a parenti di consiglieri comunali di sinistra, ex assessori, assessori in carica e dirigenti del PD senza Elle.Scusate lo sfogo,ma non riesco a star zitto quando si mistifica la verità.

E non riesco neppure a sopportare l’idea che un Presidente di Regione venga in periferia a parlare ad un popolo che presuppone ignorante,giacchè non può asserire così come ha fatto che qualora vincesse Chiavetta Nettuno sarebbe agevolato perché ci sarebbe una affinità ideologica con il Presidente della Regione. E’ una squallida interpretazione del suo istituto. Zingaretti è il presidente della Regione Lazio e non il segretario del PD che viene fare un comizio che per etica neppure dovrebbe fare. Vuol dire che se vincesse Eufemi questo municipio sarebbe penalizzato dalla Regione?

Ci sta bene tutto. Sono convinto che questa destra non può essere una destra di governo perché dentro non c’è la

mejo società,tanto per dirla come qualcosa che ho già sentito dire, ma sono anche convinto che Zingaretti deve imparare a rispettare i cittadini di periferia, perché dire che Eufemi non ce l’ha con Chiavetta ma vuole solo il potere, dice una cosa scontata e reale,perché mica vuole pettinare le bambole, altrimenti per quale cazzo di motivo starebbe a fare sto gran bordello. Perché forse lui quando ha duellato contro la Polverini l’ha fatto perché le stava sulle palle? Non l’ha fatto per scalare il potere?

E riceve un applauso incredibile quando dice una stronzata simile. Cose da pazzi. Credetemi non ‘importa chi

vince. Sono amico di Chiavetta e Faraone, come lo sono di Eufemi,Leli e gli altri. Io le cose le scrivo così come le

sento,senza alcuna acredine personale e quando avverto fastidio,quando mi convinco che quella gente era lì alle sirene, perché davvero è spinta da emozioni ideali, quella gente,non va imbrogliata, perché quella è il mejo della nostra società, disposta anche a farsi frustare, a far sacrifici estremi perché convinti che la sinistra è il bene assoluto.

E va rispettata, perché ci crede senza chiedere in cambio un posto alla Poseidon.

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