Quei registratori..scarichi

L’inchiesta giornalistica di Controcorrente.name sul Credito Cooperativo di Nettuno, ha fatto emergere due certezze: un sistema bancario che fonda le sue radici sulle coperture dei controlli ed una tecnica di accesso al credito che è sospetta per ideologia radicale.
Definire i confini o i tentacoli o la diramazione connessa agli ingranaggi del depistaggio legale è impossibile, così come difficile è formulare circostanze precise sulle connessioni strutturali che regolano l’abuso del sistema di protezione. Nel caso di specie va considerata una piccola cittadina come Nettuno in provincia di Roma, sicuramente al centro di grandi giri di traffici illeciti di droga, di enormi capitali in libera circolazione e di soggetti notoriamente interessati a queste ricchezze, già finiti nel mirino di una Commissione d’accesso che nel 2005 portò allo scioglimento del consiglio per infiltrazioni mafiose. Il connubio tra dirigenza del mondo bancario locale e soggetti finiti nel mirino dell’antimafia era ed è elemento di continua preoccupazione che trova un apparato investigativo in parte colluso ed in parte abituato a far quattrini in attività commerciali, dov’è ipotizzabile che concentrare l’attenzione investigativa su fumose questioni, caratterizza l’esigenza d’ufficio di presentare un lavoro, altrimenti sarebbero stipendi rubati, ma ben distanti dal livello più alto del malaffare che ingrassa il degrado. Basta solo tornare indietro al 2005 per capire che gli stessi protagonisti assurgono a cariche di controllo finanziario locale. Ecco che quando scoppia il caso Credito Cooperativo è necessario correre ai ripari e provare ad assoldare personale all’interno di commistioni investigative note, magari abili confezionatori di dossieraggi illegali o solo spioni di terz’ordine così come ne è stata dimostrata l’esistenza sul territorio.
Quell’inchiesta ha raggiunto una svolta importante. Il Comune ha nominato un avvocato che dovrebbe far luce sullo scambio di 300 mila euro pagato dalla banca per un affitto inesistente, a parte la storia del mutuo. Abbiano fatto richiesta di accesso agli atti,perché ci mancava qualcosa. Poi si capiranno le ragioni della svolta e con molta probabilità è quella che sta creando insonnia ad alcuni membri del CDA. Chi si illude che il sottoscritto si faccia intimorire dalle trappole disseminate ad arte. Chi infesta il paese raccontando storie di strane registrazioni che dovevano arrivare alla mia attenzione,non solo è un gran poveraccio, ma con tutta probabilità non sa che spesso,anzi quasi sempre, chi va con lo zoppo imparare a zoppicare.

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