LA PUGLIA SFORNA IL MALAFFARE NELL’EDITORIA

Di tanto in tanto si leva qualche usignolo che dalla Puglia lancia segnali di guerra contro la gestione del settore, sia esso sindacale che quello ufficiale della regina Laforgia. Circa un anno fa da Polignano a mare partiva una voce fuori da coro che chiedeva trasparenza e rispetto delle regole, sostenendo che il settore dell’informazione non spaccia droga, ma vende giornali e quindi per tale ragione dovrebbe essere quanto più possibile trasparente. Magari l’eroina polignanese che è parte integrante della giostra ipocrita che fa ruotare i soloni della baronia o se vi va meglio della casta, dovrebbe chiedere all’Assostampa Pugliese ed alla Regina Laforgia di rendere pubblichi su intenet, i bilanci delle loro attività. Non quelli che si fanno nelle tavole rotonde. No. Ci interessa sapere dove vanno a finire i soldi degli iscritti e come vengono spesi. Questo sarebbe un primo passo importante di trasparenza. Certo li andremo a visionare alla Camera di Commercio e poi cercheremo di spiegare se vengono spesi bene o male. Qualche cattivone giornalista pugliese mi ha detto testualmente:a te non manca il coraggio di farlo. Va bene. Lo accontenterò. Sempre la nostra eroina polignanese che dovrebbe essere abbastanza agguerrita da quel che si legge, scrive delle oscure manovre della Gazzetta del Mezzogiorno ed i silenzi della Regina, quasi scontati quelli dell’Assostampa. Che gli frega, stanno così caldi, non fanno un cazzo e portano a casa uno stipendio che non è dato sapere a quanto ammonta. Magari saperlo potrebbe far incazzare qualche operaio ed i disoccupati di cui tanto si lavano  la bocca per copione. Orbene, noi dal nostro pulpito di mediocri e di truffatori secondo le teorie di quelli che campano a spese dei precari,ma che dei precari se ne fottono, avevamo segnalato con largo anticipo che i buchi neri della Gazzetta che qualche anno fa non riusciva a chiudere i bilanci, grazie ad una pericolosa manovra finanziaria del Fusillo mare e monti,portò nelle casse del centenario bidone,una sessantina di miliardi la cui provenienza non interessa a nessuno, perché di grazia,uno che sta in centrale rischi con buchi da 200 milioni di euro,come fa a buttare dalla finestra 60 miliardi di lirozze solo per far divertire Bollino? In verità da quel che ci è dato sapere e da quello che pubblicammo all’epoca, ci parve di capire che Fusillo mare e monti, non aveva tirato fuori un soldo di suo e che l’intera operazione era da far scandalizzare il furbetto del quartierino romano Ricucci,quello che voleva scalare il Corsera con i soldi di Berlusconi. Come arrivano quei quattrini a Fusillo? Semplice. Una banca acquisisce in pegno delle azioni di una SRL che presenta bilanci a zero, ci butta dentro 30 milioni di euro e Fusillo diventa l’eroe dei due mondi, la Gazzetta se ne guarderà bene di mettere il becco nei suoi affari e Bollino può continuare a giocare. Alla Regina gli frega poco della provenienza dei quattrini di Fusillo,figuriamoci all’Assostampa che sta tanto bene, di tanto in tanto butta fuori un comunicato su internet,giusto per far vedere alla pubblica opinione che lo stipendio se lo guadagnano. Personalmente li manderei tutti almeno per un anno a lavorare in qualche miniera sarda .
Vabbè, direte voi. Mo’ stai a guardare il pelo nell’uovo. Tutto sommato è stata un fortuna che Fusillo abbia trovato quei miliardi.
Vabbè,forse il mondo va così.
Poi,vista la mia innata curiosità, mi imbatto in quel Sant’uomo di Putignano e banda. Si,lo sapete,quello di Bariblù, che prima faceva il bunga bunga finanziario con l’ex ministro Prandini, quando il Ministro gli regalò 130 miliardi per disegnare una mappa dei beni demaniali. Finì come si suol dire a puttane,intervenne la Procura e l’ex Senatore dette l’addio alle ambizioni politiche. Prima però si era preoccupato di fare qualche affaruccio con i derivati Giapponesi prendendo qualche mazzetta di poco conto. L’indagine milanese è ancora in corso.
Ma che ne fece di tutti quei miliardi che il ministro Prandini gli regalò?
Fece del bene.
Andò missionario a Lussemburgo,aprì delle società Off-shore ed impiantò la colossale truffa del centro commerciale più grande d’Europa che va sotto le insegne di Bariblù, finalizzata a portare capitali all’estero.
Tanto fu emozionante e commovente l’opera missionaria lussemburghese di Putignano che gli editori del quotidiano di via Solferino, quelli del Corriere della Sera, la prestigiosa RCS, quelli che mandarono in galera Ricucci, lo accolgono nelle loro grazie e con lui ci fanno una società editrice per sfornare Il Corriere del Mezzogiorno, di cui Putignano diviene vice-presidente ed in Puglia il giornale diventa corpo unico del Corsera. Stessa operazione anche a Napoli con il Mattino, con il missionario pugliese che sale al rango di prestigioso editore,insieme al pastaiolo noiano.
Per la regina della dinastia dei Laforgia,va tutto bene. Non ne parliamo per l’Assostampa. Che gli frega.
Se ne deduce per logica conseguenza che nel prestigioso mondo dell’editoria la provenienza dei quattrini degli editori non ha alcuna importanza e se anche fossero derivati di attività sospette,quelli che dovrebbero predicar ben, che dovrebbero essere un filtro importante di controllo, di fatto potrebbero essere identificati in  associazione ideologica esterna al malaffare.
Agostino Gaeta

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