Era stato il collegio elettorale di Casini,oggi Pomezia a sud di Roma, ex polo industriale della Capitale è ridotta ad un colabrodo

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comune di pomzia


Addi 30 agosto 2011. Oggi l’assise Comunale di Pomezia è stata convocata alle ore 10 per deliberare l’approvazione del Bilancio di Previsione 2011 del Comune di Pomezia (1 -convocazione). L’ineffabile Presidente del consiglio sig. Paolo RUFFINI ci avverte che soltanto un
massimo di cittadini (in giacca e cravatta) potranno essere ammessi nell’aula consiliare (forse anche con la possibilità di intervenire nel dibattito?).
Per l’agitazione e l’emozione sbaglio l’ora d’uscita, perdo l’autobus ed arrivo alle 10,30. Trafelato imbocco le scale e una vocina suadente mi informa che è tutto finito per una verifica del numero legale chiesta, con tempistica esemplare, da quell’Alba…del socialismo nascente. Quindi, Consiglio rinviato a data da destinarsi mentre rumors paesani sussurrano che era assente il Sindaco –Assessore alle Finanze Enrico De Fusco per improrogabili impegni romani (forse un’audizione
con Bersani che chiede consigli sul da farsi con Penati).

Avviso ai naviganti.

Stamane di buon’ora ho dato una casuale occhiata alle cartucce in rete del bilancio di previsione 2011 del Comune di Pomezia (evviva la trasparenza avviata dal 1 gennaio 2011). Leggendo,
scartabellando e bevendo un caffè macchiato sono rimasto di sasso. Terrorizzato per un triste destino annunciato ho pensato bene di scrivere questo avviso a consiglieri maldestri e a cittadini in
buona fede per allertarli e, magari, chiedere con petizione popolare una discussione allargata in piazza del bilancio memore di quella partecipazione tanto richiamata dalla politica quando vuol
fottere. Nella bozza di discussione che segue ho semplicemente richiamato il quadro normativo vigente, la gravità del momento che il Sistema Italia attraversa e che i soldi pubblici debbono essere ben spesi e non buttati al vento.

É mio parere che la priorità assoluta di un consigliere sia data dalla esigenza di salvaguardare le finanze comunali attraverso la conoscenza del livello di indebitamento raggiunto dal Comune di Pomezia causa l’inesigibilità di residui attivi ed in particolare del credito vantato verso A.ser. e dalla certezza che quei crediti si tradurranno in una perdita secca stante le proposte avanzate da Tributi Italia SpA, che l’amministrazione ben conosce. Nel concordato preventivo, presentato presso il Tribunale di Roma – Sezione Fallimentare, il presunto credito del Comune di Pomezia è contestato nella entità e comunque classato come credito chirografo per la cui soddisfazione il privato ha offerto il 15-20% tra quattro anni. Conoscenza che si poteva avere soltanto attraverso l’approvazione preventiva del conto consuntivo 2010 come richiesto da dieci d’opposizione : il non aver messo all’ordine del giorno tale atto dovuto può anche configurare responsabilità degli organi comunali all’uopo preposti.

In particolare vanno rilevate le contraddizioni della gestione amministrativa che, da un lato ed in tutti i documenti ufficiali, afferma che il Patto di Stabilità è stato rispettato ma, dall’altro come da notizie di stampa, ricorre all’ANCI per avviare una azione risarcitoria contro il Governo per presunti omessi controlli e con la Delibera di Giunta n. 2011/11 del 10/02/2011, copia il Comune di Aprilia, dicendo alla ragioneria di verificare il danno erariale subito da relazionare alla Corte dei Conti.

Ricordo ai naviganti che la verifica fatta dal Comune di Aprilia ha portato ad un accertamento di danno erariale di circa 90 milioni di euro. Sulla base di questo accertamento la Procura della Corte dei Conti del Lazio ha avviato una procedura con un sequestro per equivalente dei conti di amministratori ivi comprendendo il nostro Dirigente all’Avvocatura dott. Avv. Giovanni Pascone. Come lo stesso possa poi gestire il contenzioso in atto, sempre con la Tributi Italia, è un mistero buffo pometino considerando il palese ed evidente conflitto di interessi che non è soltanto dell’avvocato come vedremo nella parte terminale di questa “libera memoria” . Ad accentuare queste perplessità contribuisce anche la recente delibera di giunta n. 150 del 5.8.2011
allegata che ridisegna il modulo organizzativo del nostro comune classando come Dipartimento anche l’Avvocatura.

Il disordine amministrativo-contabile risulta ancor più evidente dal fatto che questo Comune (nota del 16 agosto 2011 del Ministero degli Interni non ha provveduto ad inviare il questionario sui “fabbisogni standard” con conseguente blocco dei trasferimenti erariali. Non
solo. Anche il mancato rispetto del patto di stabilità comporterà ulteriori sanzioni che si aggiungeranno all’enormità dei contenziosi in atto o attraverso il ricorso a meccanismi di cessioni di credito autorizzate. Inutile ricordare che nei contenziosi definitivi vi sono costi di interessi e di rivalutazione oltrechè costi legali mentre per le cessioni di credito vi saranno interessi moratori da corrispondere. Tutti questi gravami faranno carico a questa amministrazione che pervicacemente nasconde al Consiglio e ai Cittadini il reale stato finanziario dell’Ente all’insegna della famosa canzoncina “tutto va ben madama la marchesa, tu………”.

(www.dirittiepartecipazione.it)
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