In quale Banca finiscono quei 6 miliardi di euro che incassa Equitalia?

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Proviamo a capire come funziona, partendo da un dato
sconcertante che il Ministero delle Finanze nelle mani del Messia Tremonti tende a nascondere. Bene. Non tutti sanno che un tale signore di Chiavari attraverso società miste a partecipazione pubblica maggioritaria disseminate in tutta Italia, ha di fatto sottratto ai cittadini di circa 400 Comuni soldi relativi ad Ici e Tarsu per un valore di circa 400 milioni di euro. La notizia ci spaventa perchè fa emergere un buco nero nei controlli che in tali occassioni dovrebbe esercitare una Commissione permanente che è sotto il controllo di Tremonti.
Pur se la legge in materia è precisa, questo signore di Chiavari con la sua Tributi Italia SPA che ha tanta assonanza con Equitalia,trasferiva gli incassi di Ici e Tarsu dei 400 Comuni sul conto corrente della società, nonostante la legge prevede che tali quattrini dovrebbero essere depositati su un conto corrente ad hoc e non movimentabile. Invece il signore di Tributi Italia, non solo quei quattrini li movimentava, ma li impegnava, ovvero impegnava gli incassi pubblici per ottenere scoperti di conti solo con la promessa che quei quattrini sarebbero rimasti in una determinata banca scelta da lui.
Bene. La questione ci preoccupa un pò, perchè sto’ Tremonti, sapeva tutto e si dimeneva tra l’amico Befera che voleva far la festa a Saggese, patron di Tributi Italia ed altri amici deputati di cordata che tifavano per Tributi Italia ed ottenevano leggine ad hoc per tenerla in vita,nonostante la nota azione di pirateria sui quattrini dei balzelli.
Come dire, il vizio c’era ed ancora oggi, nessun magistrato ha messo le manette a qualche dirigente di quel dicastero che forse è stato compiacente con la truffa di Tributi Italia.
Sulla stessa lunghezza d’onda opera Equitalia, dove la sola diversità sta nel fatto che  al contrario di Tributi Italia questa  è una SPA a totale pertecipazione pubblica e non al 51% come per i Saggese.
Ragioniamoci su.
Equitalia diciamo che mediamente incassa quattrini in circa 1500 sportelli disseminati sul territorio nazionale. Diamo un stima presunta e ipotizziamo che incassi in contanti un somma intorno ai 6 miliardi di euro l’anno.
Fermo restando la totale partecipazione pubblica, Equitalia ha un suo bilancio, un sua autonomia ed in qualche modo ci riporta all’epoca delle esattorie. Per i non esperti, le esattorie erano e sono emanazione di banche che vincono(si fa per dire) gare per la tenuta della tesoreria o della riscossione.
Facciamo un riassunto per non perdere il filo.

 

Equitalia, come Tributi Italia per legge devono essere pubbliche oppure a partecipazione pubblica maggioritaria. Tributi Italia incassava Ici e Tarsu per conto di circa 400 comuni e metteva i soldi sul conto corrente aziendale prima di rivesarli ai Comuni, depurati dell’aggio e dei furti. Ma Equitalia dove deposita questi 6 miliardi di Euro? 

 

Ecco, questo è il nocciolo vero del problema. Chi decide la banca che deve nutrirsi e godere di questo deposito dov’è perfino difficile scriverla correttamente quella cifra?

Ma questo non è il solo problema o diciamo la poca trasparenza che si perde dietro l’illusione dell’azienda controllata al 100% dallo Stato, quasi fosse una garanzia reale.

Attenti, non perdete il senso del discorso.

Come sapete Equitalia incassa di tutto: Ici, Tarsu, multe, Inps, Inail, Irpef, vale a dire che nella banca che Befera sceglie magari su suggerimento di Tremonti o di Bossi, arriva questa montagna di denaro che poi deve essere lavorata. Ossia Equitalia deve dividere pagamento per pagamento secondo la loro destinazione, INPS; COMUNI;INAIL, AGENZIA DELLE ENTRATE..insomma un lavoraccio che porta via mesi,anni di lavoro. Intanto quei 6 miliardi di euro restano nella “disponibilità” della Banca che ha ottenuto questo regalo, perchè nessuno in modo trasparente ci ha detto che il Ministero delle Finanze abbia indetto una gara per ottenere le migliori condizioni di deposito. Nè riteniamo sia in grado di poter istituirne una, perchè quei quattrini non sono solo di competenza del Ministero, bensì competono ad altri enti pubblici autonomi.

Ed allora?

Ma v’immaginate cosa vuol dire per Befera o chi per lui decidere dove portare questa valanga di quattrini con la certezza che non verranno mai rimossi, perchè mentre va in onda il sistema di spartizione delle somme incassate che durerà almeno un anno, quei 6 miliardi di euro non fanno in tempo ad uscire per le giuste destinazioni che già arrivano i quattrini freschi.

Giorni fa leggevo i lamenti di tantissimi contribuenti che si dicharano tartassati e leggevo anche qualche commento contrario che sosteneva la legittimità dell’azione di Equitalia.

Anche il lavoro di Tributi Italia, azienda partecipata al 51% dell’ente pubblico, era legittimo. Non era legittimo che sparissero 400 milioni di euro con il rischio di bancarotta di centinaia di Municipi. Non era legittimo che Tremonti sapesse tutto e coprisse questa truffa per accontentare amici deputati che magari erano sul libro paga di Saggese.

Ma chi dovrebbe sorvegliare? Il ministero di Tremonti? Ma se Befera e Tremonti sono amici per la pelle….

Forse dovremmo girare la domanda alla Magistratura che magari invii uomini fidati della Guardia di Finanza per un accertamento?

Anche questo risulta di difficile applicazione, perchè senza una precisa denuncia o un motivo più o meno lecito, diciamo che non si può fare.

Forse si dovrebbe istituire una commissione d’indagine parlamentare? Già, ma chi s’infila in questo tunnel se quasi tutti i partiti sono stati graziati da Befera per il mancato pagamento delle cartelle esattoriali.

Insomma,qualcuno vuol dirci come funziona Equitalia? Quella valanga di miliardi in quali banche viene depositata? Dopo quanto tempo i soldi incassati vengono rimessi agli enti? E chi incassa gli interessi di questi depositi? Vengono indette gare pubbliche ad evidenza europea per chi deve aggiudicarsi questo deposito per ottenere il miglior vantaggio?

Chissà se qualcuno oserà risponderci.

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